NATO USA UE BILBERBERG DI AL-QAEDA

NATO USA UE BILBERBERG DI AL-QAEDA ] 10 aprile 2014. http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/siria-armeni-cristiani.aspx
Siria, armeni cristiani “deportati” in Turchia. Alcuni anziani cristiani armeni della cittadina siriana di Kessab, sul confine con la Turchia, di cui hanno preso il controllo nelle ultime settimane gruppi di ribelli jihadisti, sono stati trasferiti dai miliziani in territorio turco senza essere stati informati della loro destinazione, riferiscono fonti citate dall'agenzia Fides. La maggior parte degli abitanti armeni di Kessab sono fuggiti verso Lattakia, nella Striscia alevita sul Mediterraneo, all'arrivo dei combattenti jihadisti, in particolare del Fronte al-Nusra aderente ad al-Qaida. Secondo le testimonianze di alcune anziane armene accolte nel villaggio turco di Vakif, vicino al confine, riportate da media armeni, gli armati che hanno attaccato Kessab parlavano in turco. Hanno scelto di trasferire i pochi anziani rimasti nella cittadina dalla parte turca del confine. Secondo Fides il trasferimento forzoso in Turchia è avvenuto in "condizioni proibitive" per gli anziani, che erano stati tenuti all'oscuro della reale destinazione. La diaspora armena, in particolare negli Usa, ha accusato la Turchia di avere aiutato i gruppi armati jihadisti ad attaccare Kessab, strappandone il controllo alle forze governative. La comunità armena americana ha chiesto l'intervento del presidente Barak Obama. Il governo siriano ha affermato che i miliziani ribelli erano arrivati a Kessab provenienti dal territorio turco. ©riproduzione riservata

@Putin Russia -- ma, se tu dici: " io vi abolisco il debito pubblico, e vi abolisco, il 60% delle tasse, perché, vi restituisco la sovranità monetaria", non soltanto, ritorneranno da te, tutte le ex-repubbliche sovietiche, ma, verrebbe da te, tutto il mondo intero, anche!

realtà geopolitica? ma, SE, voi volete evitare la guerra mondiale, voi dovete rimuovere ogni realtà geopolitica,ideologica sharia, e fare il regno di king UNIUS REI, della fratellanza universale, uguali diritti e uguali doveri per tutti! ] [ Che il leader della perestrojka non fosse affatto popolare in Russia è cosa nota. Ma ora che l'Urss, la nostalgia e il patriottismo stanno tornando di moda, un gruppo di deputati della Duma ha chiesto al procuratore generale della Federazione, Jurij Chajka, di esaminare la possibilità che Mikhail Gorbaciov possa essere accusato di tradimento, per il ruolo avuto negli avvenimenti che condussero al crollo dell'Unione Sovietica, nel 1991. Lui e altri alti funzionari sovietici, è scritto nella richiesta, violarono la legge e la volontà del popolo consentendo alle repubbliche che facevano parte dell'Unione Sovietica di proclamare l'indipendenza e distaccarsi dall'Urss (l'Ucraina lo fece il 24 agosto 1991, tre giorni dopo il fallimento del colpo di Stato contro Gorbaciov). «La conseguenza di queste azioni criminali - scrivono i cinque deputati, due del partito di Putin Russia Unita, due comunisti e uno del partito liberaldemocratico di Vladimir Zhirinovskij - fu che l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, una superpotenza globale, venne distrutta e cessò di esistere come realtà geopolitica. Da allora - prosegue il documento - conseguenze catastrofiche si sono manifestate negli anni, in Russia come nel territorio delle altre ex repubbliche sovietiche».

@Putin-- non credo che per te, sia onorevole, lodare in qulche modo la Unione Sovietica URSS.. Michail Gorbačëv Ex Segretario generale del PCUS, è uno dei più grandi uomini della storia e non deve essere toccato! [ PIUTTOSTO ]  tu come puoi essere il traditore per comprare da Rothschild, il tuo denaro ad interesse? Cina e Iran? sono migliori di te, da questo punto di vista! tu non puoi vincere una guerra, contro, il tuo nemico, se, tu compri, il tuo denaro da lui!!

Più di 20 giornalisti russi non sono autorizzati ad entrare in Ucraina 22:11.
A Lugansk i deputati chiedono un referendum di riforma federale per l'Ucraina 21:30.
Putin ha offerto suggerimenti della Russia alla UE sulla attuale situazione in Ucraina per il gas 21:15.
Con le armi Kiev minaccia i manifestanti in Ucraina orientale 21:00.
Putin mette in guardia l'Europa sulla situazione del transito del gas 20:46.
Captato un nuovo segnale del Boeing malese 20:27.
Nel Mar Nero inviate navi francesi 19:52.

e perché, voi sperate forse, che, satanisti e massoni bildenberg, dicano: " è vero, noi siamo i traditori criminali, noi abbiamo rubato la sovranità dei popoli? " o piuttosto, diranno al PAPA FRaNCESCO: " noi siamo santi 322 cannibali 666 satanisti, i benefattori massoni, perché, non ci metti sull'altare? perché, tu non riconosci le nostre virtù eroiche? " La Russia è vicinissima alla rottura definitiva con PACE. La Russia si trova vicino a una rottura completa dei rapporti con PACE lo ha detto il presidente della commissione della Duma di Stato per gli affari esteri Alexei Pushkov. "Nelle relazioni tra la Russia e la PACE l'attuale è la più grave crisi della storia delle nostre relazioni. Ora la Russia è davvero vicinissima alla fine di ogni rapporto con il Consiglio d'Europa" scrive Pushkov. In precedenza aveva detto che la delegazione russa non sarebbe stata presente alla sala delle Assembleee essendo stato messo in discussione il ruolo e l'autorità della Federazione russa in Assemblea, considerando tutto ciò una farsa politica. Il Consiglio stava discutendo della privazione del diritto di voto alla Federazione Russa fino alla fine dell'anno, della messa in discussione della sua partecipazione alle strutture decisionali e come osservatore elettorale.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/news/2014_04_10/La-Russia-e-vicinissima-alla-rottura-definitiva-con-PACE-4603/
La Russia considererà ulteriormente i motivi della propria partecipazione alla PACE
Ulteriori mozioni verranno prese dalla Federazione Russa in caso dell'adozione di emendamenti su privazione
di autorità della Russia e della sua delegazione alle assemblee PACE ne renderanno insignificante la sua partecipazione, lo ha detto giovedì alla Assemblea stessa il capo della delegazione russa per la PACE Alexei Pushkov.
"La sospensione della Russia non è passata, ma è passata la proposta compensativa che suggerisce di negare il diritto di voto, il diritto di essere rappresentati nel Comitato permanente, nel Comitato di Presidenza, nell'Ufficio di presidenza dell'Assemblea e nelle missioni degli osservatori" ha ricordato Pushkov. Anche per questo è stata presa la grave decisione di lasciare la sessione in apertura e di mettere in discussione la partecipazione della Russia  in altre assemblee PACE, la cosa verrà naturalmente vagliata a Mosca.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/news/2014_04_10/La-Russia-considerera-ulteriormente-i-motivi-della-propria-partecipazione-alla-PACE-0624/

la elemosina maledetta di rothschild Spa Troika, lui è il ladro della sovranità monetaria, che, dopo averti fatto schiavo, per non lascirti, i tuoi figli, morire di fame, poi, ti lascia le bricione, del bottino, che, ti ha rubato.. maledetti massoni Bildenberg assassini, maledetti disgraziati, ladri traditori! Grecia: Atene torna su mercati, autobomba alla Banca Centrale.. Per attentato sospetti su estrema sinistra. Domani arriva Merkel

gender dittatura gender dittatura gender --> [ amici gay ] --> voi combattete il cristianesimo, perché, con i musulmani vi troverete meglio? .. però, questo deve essere riconosciuto da tutti: " è con i satanisti che voi starete veramente bene! "

eraser695 --- i musulmani hanno ucciso anche te fratello?
eraser695 --- Muslims have killed you brother?

[ la Turchia è il terrorismo NATO USA UE, quindi, è inevitabile che il terrorismo, venga indietro, a ferire coloro che lo hanno supportato, per uccidere persone innocenti!  ] TG 24 Siria. 23 marzo.  #Siria, L’eroe pilota del Jet siriano: mi ha colpito un jet turco. Intervistato dalla Tv Siriana, L'eroe pilota siriano racconta come è stato colpito all'interno del territorio siriano da un missile lanciato da jet turco. — a Siria.
TG 24 Siria. 13 febbraio. Il popolo turco sa tutto del complotto USA-Erdogan contro, Siria
Turchia, Piazza Taksim, Il popolo turco sa tutto del complotto USA-Erdogan, contro, la Siria. TG 24 Siria. 22 marzo. #Siria, video a Infrarossa dell'imboscata dell'esercito a Adra
#Siria, imboscata, esercito elimina terroristi Nusra provenienti dalla Giordania
Una fonte militare ha detto SANA che un'unità dell'esercito ha eseguito un'imboscata eliminando gruppo di terroristi di Jabhat al-Nusra infiltrato attraverso il confine giordano nella zona di al-Ma'amel (fabbriche) nella città di Adra nella parte orientale di al-Ghota, in sobborgo Damasco. La fonte ha aggiunto che l'unità dell'esercito ha anche sequestrato armi e munizioni che erano in possesso dei terroristi.
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[ in teoria, ogni religione è un atto di amore verso Dio, ed una dichiarazione di amore verso tutti gli uomini del pianeta! Questo evento, rende ancora, più evidente, come, l'Islam è il nazismo, una spietata macchina per lo sterminio del genere umano! ecco perché, io sono costretto a deportare tutti i Palestinesi, ed a demolire quella Moschea! .. ma, tutti sono testimoni, io ho lavorato 6 anni, in youtube, per impedire questa inevitabile violenza! ] Mo: Spianata Moschee, ultra' ebrei pronti a sacrificio: "Agnello Pasquale"!
Ambasciatore palestinese Onu, tensione a Gerusalemme est. 10 aprile, Polizia israeliana sulla Spianata delle moschee durante scontri con i palestinesi (arcihivio) #TEL AVIV. In occasione della Pasqua ebraica, che si celebra da lunedì per una settimana, un gruppo nazionalista ebraico progetta di condurre per la prima volta il "sacrificio rituale" di un agnello nella Spianata dove duemila anni fa sorgeva il Tempio di Gerusalemme, ossia in quella che è oggi nota come la Spianata delle Moschee. L'intenzione dei nazionalisti di compiere un rito ebraico in uno dei principali Luoghi sacri all'Islam, allarma già i leader musulmani palestinesi e anche la polizia di Gerusalemme che, per prevenire disordini, sarà obbligata ad adottare severe misure di sicurezza. "Quest'anno non celebreremo la Pasqua a casa, bensi' sul Monte del Tempio", ha preannunciato oggi il gruppo 'Hozrim el ha-Har' (in ebraico: Torniamo sul Monte) che chiede ai seguaci di radunarsi lunedì presso le mura esterne della Spianata in "condizioni di purezza", ossia dopo aver compiuto abluzioni rituali. Già oggi, in un rione ebraico di Gerusalemme, un altro agnello sarà "sacrificato" da questi attivisti, sulla base della metodologia descritta nei testi biblici.
Un'iniziativa che certo non contribuira' a rasserenare il clima a Gerusalemme est, dove la tensione tra ebrei e arabi sta crescendo, come denuncia l'ambasciatore palestinese all'Onu, Riyad Mansour, in una lettera inviata al Segretario generale dell'Onu, al presidente del Consiglio di sicurezza e a quello dell'Assemblea generale del Palazzo di vetro. Secondo Mansour - citato dai media palestinesi - "gli esponenti del governo israeliano e i gruppi della destra, riconducibili al movimento dei coloni, stanno cercando di provocare frizioni interreligiose al fine di destabilizzare la situazione" riguardo alla disputa sui luoghi santi, in particolare nella Spianata delle Moschee, il Monte del Tempio per gli ebrei. Mansour ha aggiunto che ''le continue incursioni di estremisti nei pressi della moschea di Al Aqsa e le restrizioni imposte ai fedeli palestinesi rischiano di infiammare ulteriormente il clima politico" e ha richiesto un intervento deciso della comunità internazionale e del consiglio di sicurezza dell'Onu.(ANSAmed).

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[ credo, che, per vincere questa sfida mortale contro, i satanisti americani Rothschild 666 Bush 322 Kerry, i cannibali CIA NSA FMI-NWO ] sia necessario condividere, i dati di tutti i satelli, tra, tutte le Nazioni, perché in realtà tutte le Nazioni del mondo sono le loro vittime, anche, per elevare la sicurezza ed il monitoraggio dello spazio, e di tutto quello che avviene sulla superficie terrestre, sicurezza ed il monitoraggio. come il dirottamento di aerei di linea con cinesi  bordo. [ quindi, è indispensabile una confederazione spaziale contro gli Stati Uniti ed il loro scudo spaziale ] New Israeli spy satellite enters orbit
Ya’alon says Ofek 10, which already began transmitting data back to Earth, would let Israel ‘better deal with threats near and far’
By AFP and AP April 10, 2014. Read more: New Israeli spy satellite enters orbit | The Times of Israel http://www.timesofisrael.com/new-israeli-spy-satellite-enters-orbit/
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[open letter #LEGA #ARABA] io non sono il vostro stupido, che, crede al vostro meschino teatrino 1. voi fingete di litigare tra di voi!! 2. voi siete una solo #CABA #UMMA #SHARIA , di califfato mondiale! voi siete una mafia, un associazione di criminali, una minaccia per il genere umano, certo, voi sarete tutti sterminati, se, non rimuovete subito la sharia, nazi, senza reciprocità, senza diritti umani, senza libertà di religione, UMMA aumma aumma, per i fessi, sotto egida #ONU #AMNESTY , quindi non esite #Siria , Palestina #Giordania , ecc.. esiste soltanto, un solo di crimine: di: la #UMMA , sharia califfato.. con lo scopo satanico di nuocere a tutto il genere umano.. se, voi non rimuovete la sharia, tra, 12 ore, io incomincerò ad uccidervi!  ] Golfo: crisi interna con Qatar, per Kuwait presto soluzione. A giorni possibile rientro a Doha ambasciatori #Riad , #Eau , #Bahrein . 10 aprile, 14:19. Peace talks can continue past April 29, says Abbas.  Palestinian leader appears to pull back from looming crisis; Israeli official says prisoners can be released if PA halts international drive. By Times of Israel staff April 10, 2014, #Palestinian #Authority #President Mahmoud #Abbas attends the Arab foreign ministers' meeting at the Arab League headquarters in #Cairo , on April 9, 2014. Palestinian Authority President Mahmoud Abbas said Thursday that he was willing to continue peace talks with Israel past the current April 29 deadline. Israel considers PA payments to Palestinian inmates in Israeli prisons and their families to be “funding terrorism,” the senior official said. In 2012, the PA Ministry of Prisoner Affairs transferred $75.5 million to terrorists imprisoned by Israel and their families, out of a total budget of $3.1 billion, according to Israeli government figures. Prime #Minister #Benjamin #Netanyahu has not yet decided to go ahead with the move, the official said, but as he considers various options to respond to the Palestinians’ unilateral steps, a partial freeze of the transfer of funds “could well be implemented.”
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gender dittatura gender dittatura gender dittatura gender dittatura gender dittatura] Zecchi: «Vigilare sui figli Il gender è la nuova dittatura» Si dice «d’accordissimo» che l’educazione comprenda anche il tema dell’omosessualità e che nessuna discriminazione sia accettabile, soprattutto a scuola, «ma il trasformare questa convinzione in una battaglia politica è mistificatorio è violento nei confronti dei bambini. Occorre reagire, là dove è possibile bisogna creare argini di confronto pacifico». Tra i genitori sconcertati dalle linee guida dell’Unar (i tre ormai famigerati volumi dedicati alle scuole elementari, medie e superiori, poi ritirati dal web) e dall’ideologia del gender imposta come indottrinamento fin dalla tenera età, c’è Stefano Zecchi, ordinario di Filosofia alla Statale di Milano e scrittore, ma anche padre di un bimbo di 10 anni.
Fiabe gay alle materne, problemini di aritmetica con personaggi omosessuali alle elementari, narrativa e film transgender alle superiori, la parole padre e madre cancellate dai moduli... Come si arriva a questo? A chi giova? Ci sono due livelli di ragionamento. Il primo è culturale filosofico, il secondo più pedagogico. Oggi in politica c’è una forte difficoltà a dare un senso culturale alle proprie differenziazioni, così il laicismo proprio della sinistra ha trasportato il suo armamentario ideologico nel tema dell’abolizione dei generi. Dire che i generi non sono più maschio e femmina ma addirittura 56 tipi diversi diventa la battaglia per un’identità politica. Come prima credevano sinceramente che il comunismo salvasse il genere umano e si riconoscevano nella moralità ineccepibile, così oggi sostengono che il gender salva dall’abbrutimento. Ma così la politica diventa biologismo, selezione della specie, darwinismo deteriore. Basta leggere i loro testi.
E sul piano pedagogico? La scuola è particolarmente nel mirino di queste folli ideologie.
È giusto che l’educazione comprenda anche l’omosessualità e soprattutto il rispetto delle differenze, ma senza portare il tema sotto le bandiere mistificatorie che vedo oggi. Una cosa è il dato biologico, altro è la sovrastruttura culturale: un giorno arriveremo a difendere il pedofilo, in fondo è un uomo che persegue una sua preferenza sessuale, e addirittura l’incesto... La libertà di educazione per i propri figli è un principio costituzionale. Eppure oggi è minato da una "educazione di Stato" che gli ideologi del gender vorrebbero imporre. È chiaro che più si sa e meglio è, è persino banale dirlo, ma chi deve sapere? I docenti. Devono essere formati bene per prevenire ogni forma di bullismo, che crea vere tragedie personali, e fare mediazione tra le sensibilità della classe. Ma lasciate in pace i bambini: su di loro si sta esercitando un’ideologia violenta che non dovrebbe nemmeno lambirli. D’altra parte è tipico dei regimi, che come prima cosa si appropriano delle scuole: questo sta diventando un regime e infatti tutti hanno paura di reagire, anche solo dire che il padre è un uomo e la madre una donna è diventato un atto di "coraggio". Siamo al grottesco. Eppure alcune scuole si adeguano subito: via le fiabe perché il principe ama la principessa, via anche la festa del papà (chissà perché della mamma no)... È il frutto di una demolizione della figura del padre che arriva da lontano, dagli anni ’70, quando si è cominciato a distruggere la famiglia dal "capo". Sfasciata la famiglia è chiaro che dopo puoi sfasciare anche i due diversi ruoli di padre e madre, e che oggi sia a pezzi lo dice la facilità con cui si sciolgono i matrimoni: quando si accetta una visione così "allegra" di famiglia, aperta, senza legami, tutto diventa possibile. Annientare la madre è più difficile perché è la figura biologica, anche se affitti un utero è ancora femminile, finché almeno la tecnologia non riuscirà in cose mostruose, e allora saremo di nuovo al nazismo. Ma io non credo si arriverà a tanto.
Lei è ottimista? La storia insegna che nei regimi si cade senza avvedersene.
Ormai la nostra società ha consolidato un forte individualismo, la teoria del gender non diventerà un fenomeno di massa, lascerà il tempo che trova: io non sono terrorizzato, sono disgustato, che è diverso. Tuttavia bisogna avere delle attenzioni, attrezzarsi perché i nostri figli possano crescere in una dimensione – religiosa o laica che sia – di libertà. Mia madre era maestra e per una vita ha insegnato nella scuola statale, io ho studiato e insegnato sempre nello Stato, lo stesso fa mia moglie... ma mio figlio studia in una scuola paritaria: lì ho la garanzia che cresca libero dall’arroganza degli "inappuntabili moralmente". Lo ripeto, non voglio crociate, dobbiamo creare argini di confronto pacifico e informare i docenti, ma non fare violenza sui piccoli. Chi ha autorità morale – oltre alla Chiesa anche la politica – si faccia sentire, la buona sinistra parli, dica la sua, ne abbiamo bisogno. Lucia Bellaspiga. ©riproduzione riservata
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La cronaca. 3 aprile 2014. Allarme da Torino [gender dittatura gender dittatura gender dittatura gender dittatura gender dittatura] Zecchi: «Vigilare sui figli Il gender è la nuova dittatura» Nosiglia: «Gender, famiglie non cedete»
«Siamo arrivati alla "discriminazione al contrario'»: le famiglie che vogliono educare i figli nel rispetto dei valori cristiani, che sono poi stessi delle radici culturali europee, si trovano a dover fare i conti con una "ideologia di genere" che fa uso della Bibbia senza alcuna seria mediazione critica, con risultati francamente preoccupanti. Lo sostiene l’arcivescovo di Torino e vicepresidente della Cei Cesare Nosiglia, nell’intervento che compare sul numero in edicola de "La voce del popolo", settimanale diocesano di Torino. «Il modo in cui le citazioni della Bibbia sono presentate orienta infatti a giudicare negativamente – e dunque a condannare – proprio chi segue tali insegnamenti, che vengono sottoposti a un’interpretazione strumentale e ideologicamente unilaterale, distorti nello spirito come nella sostanza. Va ricordato che la Bibbia rappresenta per tutte le Chiese e confessioni cristiane un testo sacro che contiene la rivelazione di Dio stesso  per il bene dell’umanità». All’origine dell’intervento dell’arcivescovo c’è la pubblicazione, sul sito del Comune di Torino, di una serie di schede a cura dell’assessorato per le Pari Opportunità; materiale destinato ad uso didattico per educare a evitare le "discriminazioni di genere" e organizzare una cultura e una mentalità utili a fermare il bullismo nelle scuole. Ci fu già, qualche tempo fa, un dibattito in Consiglio comunale, in cui i contenuti delle schede vennero duramente criticati. Tolti dal sito sono ora ricomparsi, continuando a proporre come "materiale didattico", un’impostazione ideologica mutuata interamente dal contesto delle culture omosessuali e transgender, che privilegiano esclusivamente il loro punto di vista senza tenere in alcun conto la mediazione culturale necessaria per avvicinare e comprendere testi come quelli dell’Antico e del Nuovo Testamento. Così si fa presto a trasformare san Paolo in uno sfegatato maschilista, e ci si può permettere di domandare se i "principi esposti da Paolo" siano compatibili con "l’uguaglianza e la libertà di tutti i cittadini"; e san Paolo, era favorevole anche alla schiavitù? Contro questo uso della Bibbia si esprime Nosiglia: «La Bibbia è anche il Libro fondamento della cultura europea e fonte di ispirazione non solo spirituale ma civile e sociale del suo percorso storico e per molti anche attuale. La strumentale e ideologica interpretazione (…) è segno di ignoranza; e tali contenuti risultano improponibili non solo nella prospettiva dei credenti ma ancor più in quella della laicità che è tenuta a rispettare la libertà religiosa dei cittadini». Perché, appunto, una simile impostazione fa passare i credenti (e non solo i cattolici) come persone ancorate a una cultura "superata" e non rispettosa dei diritti individuali così come sono intesi e propagandati dalla cultura lgbt. L’arcivescovo conclude poi il suo intervento invitando le famiglie a esercitare tutta la vigilanza necessaria nei confronti dei programmi di educazione alla sessualità svolti nelle scuole: «Gli insegnanti di religione si facciano carico di spiegare in modo approfondito agli alunni il significato dei brani biblici indicati, sottolineando la superficialità delle domande che le schede propongono».
E le famiglie rivendichino il diritto di essere informate preventivamente e compiutamente su questo tipo di attività. «Tocca infatti a loro – primi educatori dei propri figli – esercitare il diritto di approvare o meno ogni insegnamento in materia di sessualità che riguarda aspetti di grande rilevanza educativa». Marco Bonatti ©riproduzione riservata

 Perché un Tg importante distorce i termini del «caso Unar»? Gentile direttore, vorrei metterla a parte della lettera che ho scritto alla direzione del Tg3 che seguo quasi sempre nell’edizione delle 19.00 perché è un telegiornale di cui non condivido sempre le idee, ma che effettivamente informa sulla politica. Mi è spiaciuto mercoledì sera, 26 marzo, seguire il servizio sui "libretti" Unar che si intendeva distribuire nelle scuole e che il Tg3 ha presentato come una iniziativa «del governo». 1) Questo non è vero, visto che si tratta dell’iniziativa di un ufficio legato al Ministero delle Pari opportunità che ha invaso il campo del Ministero dell’Istruzione senza neanche avvertire il suddetto Ministero (e dalla quale anche il viceministro all’epoca delegato, Maria Cecilia Guerra del Pd, ha preso le distanze). 2) Non è stato menzionato che questi strumenti erano destinati anche alle scuole materne: e questa dimenticanza è grave perché da cronisti al Tg3 sanno benissimo che tanti genitori si stanno opponendo a questa cosa. 3) Il capolavoro del servizio del Tg3 è il finale in cui si è accusato il cardinale Bagnasco, presidente della Cei, di "aver affossato" lui il tutto. In realtà, la Chiesa ha sempre ribadito la sua posizione: rispetto per tutte le persone, ma anche per la Costituzione in cui la famiglia è fondata sul matrimonio e il matrimonio è tra uomo e donna. Agli amici del Tg3 vorrei dire che un conto è il rispetto per gli omosessuali, un conto è questa ideologia "gender" che anche loro mi sembra sposino in quel servizio. Insomma, ho rispetto per il lavoro dei giornalisti, ma anche per la verità. Scrivo anche a lei, che è direttore di Avvenire, perché il Tg3 è parte del "servizio pubblico" della Rai ed è giusto che simili comportamenti vengano discussi pubblicamente. Vittorino Bocchi
Ho verificato di persona che il servizio del Tg3 di cui lei parla, gentile signor Bocchi, è totalmente "a tesi". Tesi encomiastica sugli opuscoli firmati dall’Unar (un ufficio governativo che, come dice la sua sigla, dovrebbe occuparsi di discriminazioni razziali) che sono ispirati alla "teoria del gender" (cioè all’articolata visione di coloro che affermano che l’identità sessuale delle persone non ha fondamenti di natura femminile-maschile, ma piuttosto e solo una base culturale e perciò mutevole nel tempo), che risultano liquidatori nei confronti della famiglia madre-padre presentata come «stereotipo» da superare e che contengono affermazioni duramente polemiche con le fedi religiose indicate come visioni «omofobe» da estirpare. Capisco perciò perché lei abbia chiesto spiegazioni alla direzione di quella testata del servizio pubblico radiotelevisivo. Il "pezzo" di cui lei si duole è, per di più, sostanzialmente lo stesso andato in onda anche alle 14.30 dello stesso 26 marzo (ce lo aveva subito segnalato un altro lettore, il signor Berardo, e proprio ieri ho pubblicato la sua lettera). La reiterazione dell’intervento dimostra che si è trattato di una libera e precisa scelta informativa. E il fatto che il testo sia stato impostato col passo dell’editoriale più che con quello della cronaca completa il quadro. Anche a mio parere, argomentazioni, sottolineature e censure distorcono sensibilmente e direi deliberatamente i termini del caso, presentato come una pura e ovviamente condivisibile proposta di «educazione alla diversità», alla «civile convivenza» contro il «bullismo». Ma purtroppo c’è dell’altro: i servizi del Tg3 hanno, infatti, proposto ripetutamente e in modo inusitatamente duro, qualificandolo come un riuscito diktat al governo, l’appassionato appello che il presidente della Cei, cardinale Bagnasco, aveva rivolto lunedì scorso alle famiglie italiane chiamandole a un protagonismo positivo anche su così cruciale fronte educativo. A questo punto, gentile amico lettore, devo anche dirle che mi ha molto colpito che la questione degli opuscoli Unar sollevata da "Avvenire" nel gennaio scorso sia stata "scoperta" solo ora dal Tg3. Eppure in quei giorni la nostra denuncia giornalistica della forzatura ideologica in atto portò a severe prese di posizione di esponenti del Governo Letta e del Parlamento e al blocco di fatto dell’incresciosa iniziativa che, si noti, era stata concordata dall’attuale direttore dell’Unar con diverse sigle della galassia politica gay e nessuna – dico nessuna – associazione familiare, tantomeno quella che le riunisce quasi tutte (il Fonags) e che è accreditata presso il ministero dell’Istruzione. Mi colpisce altrettanto anche un ulteriore particolare, e cioè che la "scoperta" del Tg3 – sia per i toni usati sia per le chiavi di lettura minimizzanti, edulcoranti e improprie che propone – ricalchi sorprendentemente la titolazione (più ancora che il testo) dell’articolo di un altro quotidiano pubblicato proprio la mattina del 26 marzo. Solo singolari coincidenze? Forse. O, forse, la "scoperta" tardiva e distorta da parte del Tg3 del caso Unar (che ha anche un secondo aspetto, riguardante una quasi incredibile vicenda di "linee guida" da Minculpop per il lessico giornalistico a proposito di famiglia, matrimonio, maternità, paternità e omosessualità) è anche dovuta al fatto che ormai da alcuni mesi l’edicola serale del Tg3, tradizionalmente assai completa, ha preso a ignorare quasi sempre la (scomoda?) prima pagina di "Avvenire". Anche questa è una libera (ma eloquente) scelta. Che, francamente, non credo dipenda dai bravi colleghi – alcuni dei quali conosco e stimo da tempo – che lavorano in quell’edizione dell’importante telegiornale della Rai. Marco Tarquinio
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gender dittatura gender dittatura gender dittatura gender dittatura gender dittatura] Zecchi: «Vigilare sui figli Il gender è la nuova dittatura» 28 marzo 2014. ] Parma strappa: "Famiglia? È anche lgbt". Hanno smantellato a colpi di scure il Quoziente Parma e hanno aumentato le rette di nidi e materne. Non paga di aver di fatto azzerato le politiche familiari, l’amministrazione pentastellata che guida il Comune emiliano da nemmeno due anni, decide di proseguire sulla strada anti-famiglia, quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna, così come garantita dall’articolo 29 della Costituzione. E lo fa con due bandi pubblicati lunedì scorso, 24 marzo: uno per iniziative da organizzare in occasione della Giornata internazionale della famiglia fissata il 15 maggio, l’altro per analoghi interventi a favore della Giornata internazionale contro l’omofobia del 17 maggio.
Si tratta di due avvisi pubblici molto simili tra loro – la scadenza per entrambi è il 4 aprile, che sarebbe a dire undici giorni soltanto per mettere a punto progettualità complesse – con una differenza: per quello inerente la famiglia è previsto il patrocinio ed eventuali vantaggi economici («tariffe agevolate per l’utilizzo di spazi, strutture, attrezzature, risorse logistiche e servizi accessori»), per l’altro sono previsti anche contributi in denaro (fino al 50 per cento delle spese, il 100 per cento nel caso di costi non superiori a mille euro). In entrambi i casi gli eventi devono svolgersi tra il 10 e il 18 maggio, gli stessi giorni nei quali il Forum delle associazioni familiari dell’Emilia Romagna ha organizzato, a Parma, la prima festa regionale della famiglia.
Leggendo attentamente il bando sulla famiglia si scopre che a Federico Pizzarotti e alla sua giunta – in particolare al vice sindaco con delega alle Pari opportunità, Nicoletta Paci – il dettato costituzionale assume un rilievo insignificante. Il Comune infatti intende promuovere iniziative che «sappiano rivolgersi alla pluralità di tipologie di famiglia che la società di oggi esprime». Ecco allora che gli M5S di Parma si sostituiscono al potere legislativo e aggiungono nuove famiglie a quella prevista dalla carta costituzionale: da quelle con modelli culturali e familiari differenti dal nostro (vale quindi anche la poligamia?) alle «famiglie ricomposte, ricongiunte, ricostituite» per arrivare a quelle «arcobaleno». Simpatica definizione per indicare le unioni omosessuali che – almeno sotto il profilo costituzionale – famiglia non sono. Se non bastasse questo a svelare il vero scopo del bando, ecco un ulteriore requisito messo nero su bianco nell’avviso pubblico. Le iniziative devono essere «motivo di riflessione rispetto ad alcune tematiche considerate di prevalente interesse». Un esempio? «La realizzazione di progettualità formative e di corretta comunicazione dirette a sensibilizzare gli ambiti familiari delle persone Lgbt (acronimo che sta per lesbiche, gay, bisessuali e transgender, nda) finalizzate all’accoglienza, al sostegno e al superamento degli stereotipi culturali e sociali». Ambito, quello familiare, che fa il paio con quello scolastico previsto dall’avviso pubblico della Giornata contro l’omofobia. Insomma, due bandi che sembrano avere un unico orizzonte: attaccare la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna per privilegiare altri tipi di unione. Ma è questo il compito di un’amministrazione comunale? Matteo Billi riproduzione riservata
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gender dittatura gender dittatura gender dittatura gender dittatura gender dittatura] Zecchi: «Vigilare sui figli Il gender è la nuova dittatura» 27 marzo 2014. Il direttopre risponde. Quei corsi «filo-gender» a Roma. e il democratico dissenso «dal basso»
Gentile direttore, siamo le organizzatrici del corso di formazione per insegnanti negli asili nido e nelle scuole d’infanzia “La scuola fa differenza”, che ha la finalità di «promuovere una educazione attenta a non perpetrare stereotipi di genere e razziali, valorizzando le differenze nei contesti scolastici ed educativi». In relazione all’articolo di Luca Liverani («Gender, a Roma maestre “rieducate”. Famiglie in allarme») pubblicato su “Avvenire” dello scorso 12 marzo facciamo presente che: 1) L’Italia è uno stato laico, plurale e democratico e il Comune di Roma (Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici di Roma Capitale) ha autorizzato il nostro corso su gara 2013, in applicazione delle proprie direttive: «Promuovere progetti formativi speciali, volti a introdurre sperimentazioni su approcci pedagogici innovativi che stimolino nuovi modi di fare educazione»; 2) il corso di formazione si rivolge solo alle/agli insegnanti e in nessun corso di formazione si prevede il coinvolgimento decisionale, il controllo e la partecipazione dei genitori. 3) Siamo stupefatte da interpretazioni che distorcono totalmente il progetto e le sue finalità: «Costruzione dell’identità di genere; sviluppo della libera espressione della personalità nel rispetto degli altri/e e delle differenze individuali; parità donna-uomo; pluralità dei modelli familiari e dei ruoli sessuali; contrasto al sessismo della lingua e nella cultura italiana; lotta all’omofobia, al bullismo e a ogni forma di violenza sulle donne». (Linee guida espresse e ribadite dal Consiglio d’Europa e dalla Unione Europea).
Monica Pasquino, per S.co.s.s.e. Associazione di promozione sociale
e Archivia archivi, biblioteche e centri  documentazione delle donne. Ciò che lei, gentile signora Pasquino, ritiene di dover sottolineare con questa lettera – che mi invia a nome e per conto delle organizzatrici di quelli che abbiamo definito corsi di "rieducazione" per insegnanti – è esattamente (virgolettati compresi) quanto abbiamo già illustrato nel preciso e circostanziato articolo di Luca Liverani pubblicato non il 12 marzo, ma il 23 febbraio scorso. In esso abbiamo dato conto dell’allarme scattato a causa delle importanti attività formative e culturali promosse dalla giunta Marino che risultano caratterizzate da un’impostazione filo-gender (ovvero l’articolata visione di quanti sostengono che l’identità sessuale delle persone non ha fondamenti di natura femminile-maschile, ma piuttosto e solo una base culturale e perciò mutevole). È questo che, anche a Roma, ha motivato e motiva un profondo dissenso di famiglie e associazioni familiari. E la protesta è stata ed è resa più acuta – del resto, lei stessa tiene a ribadirlo – dall’assoluta esclusione dei genitori da qualunque informazione e/o coinvolgimento a proposito dei corsi per insegnanti finalizzati a portare nell’istruzione dei loro figli – in una fascia d’età compresa, si noti, tra 0 a 6 anni – la «costruzione dell’identità di genere» e la «sperimentazione delle differenze» e di una «pluralità dei modelli familiari e dei ruoli sessuali». Un’esclusione quella di padri e madri, bisogna pur dirlo, smaccatamente "dirigista" e condotta con l’insopportabile piglio del "te lo erudisco io, il pupo…".  Il sacrosanto rispetto per ogni persona e il contrasto a ogni forma di violenza morale e materiale, purtroppo appare solo il contorno di questo piatto indubbiamente "forte" e per più di un ingrediente indigeribile che viene presentato con brusco sussiego. Quanto al primo punto illustrato nella sua missiva, il fatto che il Comune di Roma abbia autorizzato lei e le sue colleghe significa semplicemente che approva la vostra impostazione. Dunque, godete di un pieno sostegno politico "dall’alto" ma, appunto assieme alla giunta Marino, subite anche una contestazione "dal basso". Succede in uno Stato laico, democratico e pluralista (sa, gentile signora, la Repubblica anche se rispetta le autonomie non è, come lei scrive, «plurale», ma è «una e indivisibile»). Di tutto questo, con correttezza, abbiamo dato e continuiamo a dare conto. Perché in democrazia c’è piena libertà di civilmente dissentire da chi esercita il "potere" di cui dispone (per esempio, un Comune) o che gli viene attribuito (per esempio, le vostre organizzazioni). Soprattutto se l’esercizio del potere è discutibile o proprio cattivo. E c’è anche libertà di stampa. Marco Tarquinio. ©riproduzione riservata.  26 marzo 2014 «Studenti a casa: via da scuola l’ideologia gender» «Un giorno al mese tenete i figli a casa da scuola». Un gesto forte proposto dall’Age (Associazione italiana genitori) per svegliare dal torpore insegnanti, presidi e genitori e far comprendere loro il pericolo dell’ideologia del gender, che «subdolamente, senza incontrare una vera opposizione», si sta diffondendo nelle scuole dei nostri figli. Tra l’altro «mettendo a repentaglio il diritto dei genitori di scegliere liberamente l’educazione dei propri figli (riconosciuto dalla Costituzione e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo) e la libertà d’insegnamento dei docenti, ma anche la laicità dello Stato». In Francia, dove i tempi di comprensione dei fenomeni e quelli di reazione sono decisamente più rapidi, la società ha già reagito: 18mila studenti francesi restano a casa un giorno al mese e questo è bastato perché il governo facesse un passo indietro. Il problema è che da noi il tarlo dell’ideologia gender scava gallerie mentre ancora la gran parte non sa di che cosa si tratti, da qui l’appello del presidente nazionale dell’Age, Fabrizio Azzolini: «Insegnanti e presidi, state uniti a noi genitori, facciamo sentire insieme la nostra voce, anche attraverso le nostre associazioni e rappresentanze sindacali. Informiamo gli altri docenti e genitori, facciamo conoscere i contenuti della teria del gender, il tipo di società che vuole costruire». Ed è Azzolini a riassumere allora tale teoria: «Afferma che la differenza tra i due sessi è solo un pregiudizio, che il maschile e il femminile sono costruzioni sociali e storiche da abbattere. Si insinua l’utopia sottile e pervasiva dell’indifferenziazione sessuale e la presunta uguaglianza tra individui tutti asessuati, cioè astratti...». Non si nasce maschi e femmine, ma «individui che rimandano la propria identità a future scelte». Il tutto tra l’altro con l’alibi di eliminare discriminazioni e bullismo (l’assurda "Strategia nazionale 2013-2015" che teorizza il gender ha come sottotitolo "per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale..."). Se maschio e femmina non esistono e tutti noi possiamo "scegliere" cosa vogliamo essere, ne deriva che anche le figure di padre e madre non hanno più alcun senso, i ruoli naturali e tradizionali decadono, tutti gli individui sono disumanizzati e indifferenziati. Sembra un film di fantascienza, ma di fantasia qui c’è ben poco, dato che ogni giorno queste teorie sono davvero accolte da qualche Comune o scuola: «Da mesi insieme ad altre associazioni familiari denunciamo il rischio di rieducazione al gender attraverso la formazione dei docenti e i progetti didattici per gli studenti, attivati dal ministero dell’Istruzione, dall’Unar (presidenza del Consiglio dei ministri) e da alcuni Comuni, Province, Regioni.
Come docenti e genitori dobbiamo proteggere il nostro mestiere di educatori – prosegue il presidente dell’Age –. L’impressione è che lo Stato cerchi di separarci, nonostante nella scuola italiana la legge ci unisca nel patto di corresponsabilità educativa: ai genitori nasconde l’obiettivo delle strategie, agli insegnanti lo impone».
Basti pensare ai famigerati tre volumetti partoriti dall’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni) e diretti alle scuole primarie e secondarie, di nuovo con un obiettivo ingannevole ("Linee-guida per un insegnamento più accogliente e rispettoso delle differenze"), in realtà espliciti nel definire "uno stereotipo da pubblicità" la famiglia in cui il padre sia un uomo e la madre una donna. Tre libri pagati con i soldi dei contribuenti. «I sostenitori del gender – sottolinea Azzolini – non si limitano a proporre un’opinione, ma conducono a una nuova educazione, orientano il governo in Italia, in Europa, in Occidente». Quell’Occidente che, come ha scritto nella sua prolusione al Consiglio permanente della Cei il cardinale Angelo Bagnasco (vedi Avvenire di ieri) si sta allontanando dall’Umanesimo e dai suoi valori di civiltà, cedendo a ideologie che credevamo sepolte con il secolo scorso. «Esprimiamo gratitudine al cardinale Bagnasco – scrivono anche i genitori dell’Agesc, Associazione genitori scuole cattoliche – e accogliamo il suo invito a non farci intimidire, a non lasciarci esautorare nel diritto di educare i nostri figli. In vista dell’incontro con il Papa del 10 maggio, i genitori dell’Agesc sentono la responsabilità di riaffermare, secondo le parole del presidente della Cei, "l’urgenza del compito educativo, la sacrosanta libertà nell’educare i figli, il dovere della società di non corrompere i giovani con idee ed esempi che nessun padre e madre vorrebbero per i propri ragazzi...». D’altra parte, come rileva l’Age, «non occorre essere cristiani» per comprendere che la differenza tra i due sessi è una realtà ontologica: «Lo scriveva anche Marx... Una presunta uguaglianza tra individui asessuati e astratti apre la strada a una società che non può sopravvivere». Ma soprattutto che è grigia e disperata come nel peggior film di fantascienza. Lucia Bellaspiga. ©riproduzione riservata
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gender dittatura gender dittatura gender dittatura gender dittatura gender dittatura] Zecchi: «Vigilare sui figli Il gender è la nuova dittatura» 26 marzo 2014 Giusto allarme per l’offensiva gender La sfida compresa
Se si pretende che perfino l’essere uomo o donna non sia più un dato di natura, ma soltanto il frutto, per giunta mutevole e reversibile a piacere, di una scelta assolutamente personale e insindacabile, quali ruoli sociali e quali connesse responsabilità pubbliche o private possono essere richiesti, in nome del superiore bene comune, al cittadino di una qualsivoglia comunità civile? L’interrogativo chiude e giustifica l’appello che i vertici dell’Associazione italiana genitori hanno lanciato ieri agli insegnanti di ogni ordine e grado, per richiamare l’attenzione sul "rischio gender" che, come questo giornale continua a documentare, incombe sul nostro sistema educativo, oltre che nel mondo dell’informazione e nella sfera della libertà di manifestazione del pensiero. Un’iniziativa che segue di appena 24 ore l’allarme a piena voce del cardinale Angelo Bagnasco, nei confronti di una deriva ideologica di cui gli stessi fautori non sembrano a volte in grado di valutare le conseguenze.
Va detto che in queste ultime settimane il livello di consapevolezza della posta in gioco, nonostante la strategia dell’oscuramento mediatico accutamente perseguita (quasi a voler dare al nuovo approccio culturale un’aura di acquisita normalità), sta salendo rapidamente, sia tra gli organismi che operano in campo educativo sia fra le famiglie e la gente comune. Si può quindi immaginare che nei prossimi giorni l’attenzione sulla sfida lanciata dalla lobby politica lesbo-gay-bisex-trans (Lgbt) resterà alta, come è giusto che sia. E non solo per gli attacchi e le reiterate accuse di omofobia nei confronti di chi difende il diritto dei genitori di verificare e autorizzare i contenuti formativi proposti ai loro figli. Accuse, sia detto per inciso, che offrono la dimostrazione più efficace dei veri obiettivi perseguiti a livello legislativo con provvedimenti come il ddl Scalfarotto: intimidire e ridurre al silenzio chi prova ad opporsi al "nuovo verbo".
È appena il caso di ribadire che, da parte del mondo cattolico, non c’è la benché minima volontà di impedire la sacrosanta lotta a ogni forma di discriminazione, o peggio ancora di bullismo e di violenza, nei confronti delle persone omosessuali. Già un troppo dimenticato documento del Concilio Vaticano II, il decreto "Gravissimum educationis" dell’ottobre 1965, indicava come scopo della missione formativa di fanciulli e giovani l’acquisizione di «un più maturo senso di responsabilità», ricevendo anche gradualmente «una positiva e prudente educazione sessuale», in modo da «essere avviati alla vita sociale» pienamente «disponibili al dialogo con gli altri» e contribuendo «di buon grado all’incremento del bene comune» (GE, n. 1).
Tutto questo, però, senza mai perdere di vista il principio di fondo, in base al quale «i genitori, poiché hanno trasmesso la vita ai figli», devono essere «considerati come i primi e i principali educatori di essa» (n. 3). In questa missione la società civile e lo Stato hanno una funzione sussidiaria e integrativa, ma sempre «escludendo ogni forma di monopolio scolastico» (n. 6). Ecco quindi il punto decisivo che l’appello Age sottolinea a più riprese: a risultare intollerabile è proprio la pretesa di indottrinamento imposto dall’alto agli operatori scolastici e inflitto alle famiglie senza che esse possano far sentire la propria voce. Di fronte a un simile sopruso, mascherato da incentivo alla tolleranza, si giustifica anche il ventilato ricorso a forme di protesta clamorosa come la "giornata di ritiro" dalle lezioni, nel rispetto del calendario di assenze programmate. Parafrasando Von Clausewitz, verrebbe quasi da dire che l’indifferentismo sessuale, propugnato dai teorici del gender, in ultima analisi non è nulla più che la continuazione con altri mezzidell’iperindividualismo. Ma così come la guerra ha prodotto nella storia una quantità di vittime incomparabilmente superiore a quelle dei dibattiti politici, anche la devastazione antropologica implicita nella teoria del gender rischia di causare danni irreparabili e nuove dolorose schiavitù per quella stessa umanità che si afferma di voler liberare. Gianfranco Marcelli ©riproduzione riservata
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gender dittatura gender dittatura gender dittatura gender dittatura gender dittatura] Zecchi: «Vigilare sui figli Il gender è la nuova dittatura» 22 marzo 2014. Comune esclude associazione pro-famiglia. «L'unica forma familiare possibile è quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e sulla reciproca fedeltà, oggi attaccata da modelli familiari alternativi». Non l’avesse scritto nel proprio statuto, oggi l’associazione “I baluardi” sarebbe tra i soggetti promotori di iniziative formative presentate dal Comune di Livorno nelle scuole. E invece, proprio perché così è scritto, l’amministrazione ha deciso di bocciare la proposta. Tra i 41 progetti accreditati (che spaziano dalle bolle di sapone al mondo delle barche), non ci sarà quindi “Conosci il tuo cuore?!”, programma rivolto all’educazione dei preadolescenti.
«Il progetto – si legge nella risposta del Comune – poiché appare, di massima, finalizzato alla formazione della persona, è stato ritenuto poco congruo rispetto alla richiamata finalità del programma “Scuola-Città”». Così scrive lo “staff tecnico”, che fa riferimento alla responsabile del Centro risorse educative del Comune (Cred), Lilia Bottigli. Sempre lo stesso staff, in aggiunta, «ha ritenuto non inserire, in un programma rivolto alla scuola di oggi, in cui sono presenti bambini/ragazzi appartenenti a famiglie eterogenee per composizione, cultura, valori, una proposta segnatamente orientata sul piano culturale ed ideologico».
Insomma, ritenere la famiglia una società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, per il Comune di Livorno sarebbe «ideologico». Di più. Sempre lo stesso “staff tecnico” ha valutato che «l’impostazione del progetto poteva creare disagio in bambini/ragazzi educati con diverse sensibilità». Come se questi bambini/ragazzi non fossero tutti, a loro volta, figli di un padre e di una madre e di un’unione, che, comunque, non era oggetto del progetto presentato al Comune.
«Siamo sbalorditi – afferma il responsabile dell’associazione “I baluardi”, Camillo Palermo –. Il progetto che avevamo presentato riprende un formula diffusa a livello europeo (“Protege tu corazon”), che riguarda l’educazione/prevenzione nei confronti dei preadolescenti. È quindi un percorso già sperimentato. La nostra associazione è riconosciuta in tutta la Toscana e da tempo offre incontri di approfondimento e orientamento anche per le scuole. Ma il nostro sconcerto si basa soprattutto sul fatto che, tra le motivazioni dell’esclusione, emerge come discriminante il principio, in cui noi crediamo, per il quale il matrimonio sia fondato sull’unione tra un uomo e una donna. Ma questo non è un “orientamento culturale e ideologico” come contestato, ma una legge dello Stato». «E non una qualsiasi legge, ma la Costituzione – sottolinea l’avvocato Massimo Cenerini, tra i collaboratori dell’associazione –. È la nostra Carta che riconosce la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Oltretutto poi la partecipazione al progetto proposto sarebbe stata una libera scelta dei ragazzi e dei genitori e non avrebbe fatto parte dell’orario scolastico obbligatorio, pertanto i ragazzi che avrebbero potuto sentirsi “a disagio” avrebbero avuto anche piena libertà di non partecipare». Così, invece, non lo potrà fare nessuno. Ordine del Comune. Chiara Domenici ©riproduzione riservata
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1 settimana fa

/user/rrmbgpym/discussion -- ovviamente, l'Islam ha avuto un grande successo per due motivi: 1). il pene felice, molto felice; 2). apostasia blasfemia, taglia la testa di ogni infedele, fatwa, e non discutere!  ..[ answer ]. ecco perché, io demolirò Cupola della Roccia  قبة الصخرة, Qubbat al-Ṣakhra
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1 settimana fa

/user/rrmbgpym/discussion -- friend. Maometto angelo, veniva soltanto, quando il falso profeta, era in mezzo al grembo, della moglie più giovane.. che, l'Islam è diventato una blasfemia apostasia, totalmente, criminale assassino seriale, sharia imperialismo senza, reciprocità nazi, senza libertà di religione, sotto egida ONU, che ha distrutto, tutti i i diritti umani, perché, farisei 322 Bush Kerry, Gmos, Spa, satanisti hanno il controllo di USA FMI UE NATO, e presto distruggeranno Israele.
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Category Archives: Religious Liberty [ in criminal ONU Bildenberg gender sharia]
In Pakistan: A Christian Sentenced to Death for Blasphemy
According to the U.K. Telegraph, a Pakistani Christian has been sentenced to death for blasphemy. Apparently, the imposition of such a penalty for such an offense is not the only problem.  According to the Telegraph: Masih, a cleaner, was accused of insulting the Prophet Mohammed during a conversation with a Muslim friend in the eastern [...]
Three Rival Versions of Moral Enquiry?
Below are 9 statements about the Hobby Lobby and Conestoga Woods cases, which were argued earlier this week in front of the Supreme Court.  Try to guess which statement(s) are from (a) Sandra Fluke in the Washington Post, (b) Solicitor General Verrilli’s briefing, or (c) Notre Dame Associate Professor of Political Science Patrick Deneen, writing [...]
Hobby Lobby and Religious Liberty: One Analyst Predicts Victory
The Supreme Court heard oral arguments this week in the Hobby Lobby case, in which that corporation, which is owned by Christians, is challenging some of the HHS insurance mandates.  Hobby Lobby claims the mandates force it to provide contraceptive coverage that includes drugs that induce abortion, and that this is contrary to their religious [...]
Pray on March 25 for Religious Liberty!
Do business owners have religious freedom? Can ‘free citizens’ be forced to pay for child-killing drugs? On Tuesday, March 25, the United States Supreme Court will hear arguments in two cases (Hobby Lobby and Conestoga Wood) that could dramatically alter the future of religious liberty in America. That’s why we have launched our National Prayer [...]
Banned in Boston?
All is not well in Beantown. The South Boston St. Patrick’s Day parade is the latest target in the LGBT bullying campaign to destroy freedom of expression. The Allied War Veterans of South Boston have sponsored a parade since 1901 celebrating the Feast of St. Patrick and the British Evacuation of Boston during the Revolutionary [...]
Is the ghetto all we have left? Thoughts on the showdown in Arizona
I’ll be honest: It was difficult to watch the goings-on in the state of Arizona this past week. On second thought, “difficult” probably isn’t the right word for it. In fact, I know it isn’t. There really isn’t a single term that can describe how disgusted I felt when I learned that corporate interests, the mainstream [...]
Arizona: Losing Our Religion
This week we got our first real preview of what a post-gay marriage America could look like. What began as a straightforward attempt to protect religious freedom and conscience rights ended with yet another defeat when Governor Jan Brewer vetoed SB 1062. But this defeat reveals a great deal about the kind of battle we [...]
True Colors
With the successful campaign to smear and intimidate the supporters of Arizona Senate Bill 1062 into silence, we have seen the true colors of modern liberalism: it is a totalitarian movement which seeks to destroy religious expression. This is bad enough, but sadly, this is only a symptom of the much larger problem of radical [...]
Religious freedom is a constitutional right not a “tax exempt status”
I don’t mean to pick on my friend Matt Lewis, who wrote a splendid article called When ‘leave us alone’ became ‘bake us a cake!” He’s talking about proposed legislation in Arizona which would allow bakers and florists the ability to refuse to participate in same-sex ‘marriage’ ceremonies. Lewis noted: The reason conservative Christians are [...]
Vatican II: A Great Gift to the Church
  I’m not a Vatican II scholar (I know, you’re shocked) but I’ve always had the notion that the Second Vatican Council was, all in all, a good thing. And I still do, but I don’t articulate why it was a good thing nearly as well as some other people do. I missed this article by George [...]
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Hobby Lobby and Religious Liberty: One Analyst Predicts Victory
By Carson Holloway
The Supreme Court heard oral arguments this week in the Hobby Lobby case, in which that corporation, which is owned by Christians, is challenging some of the HHS insurance mandates.  Hobby Lobby claims the mandates force it to provide contraceptive coverage that includes drugs that induce abortion, and that this is contrary to their religious convictions.
One astute observer, the estimable Matthew Frank, reviews one of the exchanges among the justices here.  He ventures the prediction that Hobby Lobby–and a good version of religious liberty–will prevail.  Let’s pray that he is correct.
5 thoughts on “Hobby Lobby and Religious Liberty: One Analyst Predicts Victory”
Joe Reich says:
March 28, 2014 at 10:33 pm
This is what happens when government mucks around with religion.
Will says:
March 28, 2014 at 12:26 pm
I did not realize until I read about it this week that Hobby Lobby is okay with some forms of contraception.
morganB says:
March 27, 2014 at 6:35 pm
After all is said and done, one family’s fortune will be assured. The Green family. The evangelists have a proud marketing success with Hobby Lobby. They and society should make every effort to protect their freedom to believe what they wish. However, I believe a for profit business must be run with no religious restrictions and no exclusion of employees who differ. As usual, the extreme right has blamed Obama’s Affordable Health Care program. Now the central issue.
I struggle with the statement “Losing ones Religious Liberty”. We live in a pluralized society where we enjoy many freedoms. I believe that a person expresses religious freedom, a for profit business should not. The religious influence of the HL owners should not affect how the business is run.
The extreme right wing of the Republican Party and the Catholic Church have unfortunately made this a politically polarizing debacle. No matter how the Supreme Court decides we will awake tomorrow to the same pluralistic society.
Sean Argir says:
March 27, 2014 at 4:24 pm
From what arguments I have read about this situation, I would have to say that I hope Hobby Lobby does not win.
RFP Berkley Center says:
March 27, 2014 at 12:18 pm
Thanks for this great piece. We’re also following the Hobby Lobby case on our blog at http://berkleycenter.georgetown.edu/rfp/blog
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[ COME ONU ha potuto distruggere i diritti umani per sostenere la sharia nazi? ] Three Rival Versions of Moral Enquiry? By Michael Fragoso. Below are 9 statements about the Hobby Lobby and Conestoga Woods cases, which were argued earlier this week in front of the Supreme Court.  Try to guess which statement(s) are from (a) Sandra Fluke in the Washington Post, (b) Solicitor General Verrilli’s briefing, or (c) Notre Dame Associate Professor of Political Science Patrick Deneen, writing on the day of the argument.  Ready?  Go.
1. “While the Greens are persons who exercise religion, there is a critical separation between the Greens and the corporation they have elected to create.”
2. “But while [Hobby Lobby and Conestoga Wood are] often characterized as ‘family-owned businesses,’ each is a national business with hundreds of employees and multi-state operations.”
3. “Hobby Lobby—like every chain store of its kind—participates in an economy that is no longer ‘religious’ or even ‘moral.’”
4. “If religious rights are extended to corporations, it puts us on a slippery slope where any private company could argue that religious beliefs prevent it from offering vital employee protections.”
5. “[The Religious Freedom Restoration Act] incorporates the longstanding and common-sense distinction between religious organizations, which sometimes have been accorded accommodations … in recognition of their accepted religious character, and for-profit corporations organized to do business in the commercial world.”
6. “Even as [Hobby Lobby] is a Christian-themed brand, it operates in a decisively ‘secular’ economic world.”
7. “[The Supreme Court] has never permitted a secular employer to obtain a religious accommodation that comes at the expense of employees.”
8. The case is not “about whether [the Hahns] have strongly held religious beliefs worthy of protection—they do.  It is instead about whether those beliefs override the determination by Congress concerning the benefits and burdens that accrue to employees of a for-profit corporation that operates in a stream of commerce.”
9. “But we should not deceive ourselves for a minute that what we are seeing is the contestation between a religious corporation and a secular State.”
It’s not easy.
Michael Fragoso used to live just down the road from “as profane imaginable a place on earth.”

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1 settimana fa

come fa Obama a ridere sempre, con tutti i cristiani innocenti, dai suoi amici LEGA ARABA sotto egida ONU? perché vengono uccisi ogni giorno. quindi io lo terrorizzerò! ] CatholicVote.org Endorses Ben Sasse for Senate. By CatholicVote FOR IMMEDIATE RELEASE: March 29, 2014 Contact: Joshua Mercer, mercer@catholicvote.org
CatholicVote.org Endorses Ben Sasse for Senate
Nebraskans should send ‘Obamacare’s Nemesis’ to the Senate
CHICAGO — Brian Burch, President of CatholicVote.org, issued the following statement: “We are proud to announce our endorsement of Ben Sasse in his bid for the United States Senate seat in Nebraska. Obamacare is not only failing to provide affordable and accessible health care, it is a grave threat to human life and religious liberty. Getting 51 votes to repeal Obamacare is an important first step in true health care reform, but we need to do more than that. We need Ben Sasse in the Senate to help us replace Obamacare with a system that will unleash the power of freedom to lower costs and increase access for everyone, while respecting privacy, conscience, and the dignity of human life. “From his experience as Assistant Secretary of Health and Human Services to his successful tenure turning around Midland University, Ben Sasse has a record of leadership which will serve him well in the United States Senate. “We encourage Catholics and all Nebraskans to support Ben Sasse in the May 13 primary.” CatholicVote.org is the largest Catholic grassroots organization in the country with 600,000 members, including 3,500 members in Nebraska.
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[ come fa Obama a ridere sempre, con tutti i cristiani innocenti, che vengono uccisi ogni giorno? quindi io lo terrorizzerò! ] Vatican Shocker: Despite US Ambassador’s Statement, POTUS-Pope Summit Focused on Religious Liberty… By John Shimek
It has been less than 24 hours since Air Force 1 touched down at Rome’s Fiumicino Airport in advance of this morning’s state visit between the leader of the free world and the head of the universal Catholic Church. But, the high-profile meeting is already a trending news story. The much anticipated meeting between the first African American President and the first Latin American Pope came in the wake of US Supreme Court cases concerning conflicts between presidential health care mandates and religious freedom and on the eve of congressional mid-term elections. As the press gaggle prepared to get into place, two issues were on the minds of American Catholics. Those favorable to the President’s economic agenda expected the Vatican to underscore points of contact between Obama’s domestic politics and Francis’ social magisterium. But, those concerned about the fate of religious freedom in America hoped that subject would surface during the two leaders’ talks behind closed doors. As the encounter drew closer, Vaticanistas projected the Pope would stick to issues he holds in common with the President, eschewing sustained discussion about religious liberty issues.
The United States Ambassador to the Holy See, Ken Hackett, predicted that “the president will say that we have principled differences on many issues … But let’s focus on where we find convergences, areas of agreement.” If he did say that, Pope Francis didn’t take the bait. Just a few hours after the audience, the Holy See Press Office stunned Vatican watchers when it confirmed that freedom of religion stood front and center during discussions about domestic affairs while social justice issues seemingly took a back seat to the conversation. That news signaled a surprising switch in papal priorities. But, let’s take a closer look at how the issue shook out at the POTUS-Pope summit. It’s a topic that is expected to affect Vatican-US relations and impact the narrative of the Obama presidency in the weeks and months ahead. To hear Americans tell it, President Obama’s Vatican visit came at an ominous moment for the future of his presidential politics.
On March 23, Nate Silver told readers of FiveThirtyEight that he and his team “think the Republicans are now slight favorites to win at least six seats and capture the [Senate].” He noted that “The Democrats’ position has deteriorated somewhat since last summer, with President Obama’s approval ratings down to 42 or 43 percent from an average of about 45 percent before.” Silver is considered a sort of oracle. Back in 2012, he and his team anticipated the electoral results of all 50 states. Now, the folks at FiveThirtyEight believe there is a 60% chance the GOP will take back the Senate. Inside Washington, Democratic leadership received the news with shock. A Huffington Post headline read: “Nate Silver Predicts GOP Senate Win, [and] Democrats Promptly Freak Out.” While HuffPo’s Jack Mirkinson said the results could deliver “a big blow to the final two years of the Obama presidency,” Silver and his team cautioned that their estimate “only makes the GOP ‘slightly favored’ to win.” Mirkinson observed that, “there are still very many months to go until November.”
But, Silver hasn’t been the sole source of menacing news for the Democrats. A recent Wall Street Journal/NBC News poll reported that “economic unease has risen in recent months among women generally; college-educated women in particularly; those with lower incomes; Latinos; and, most sharply, African-Americans,” according to the Washington Wire. In 2008 and 2012, each of those groups helped Obama secure the 270 electoral votes needed for election. But, those constituencies are important for Obama’s allies, as well. The Wall Street Journal blog called voter unease a “downside for Democrats,” noting that “discouraged voters can easily turn into non-voters in a midterm election.” The March 5-9 poll reported that “Among Republicans, 55% expressed high interest in November’s elections; [while] among Democrats, the number was just 43%.”
The Wall Street Journal/NBC News research reflects a wider set of data, however. Just this week, RealClearPolitics polls projected depressions in presidential approval ratings at home and abroad. On the eve of the Vatican stopover, a Fox News poll showed that Obama’s approval ratings have hit their lowest point since he took office. As an old maxim has it, numbers don’t lie. And, at the moment, they’re pointing toward a truth that must be hard for both the Obama team and the DNC to stomach. Bottom line: The GOP stands to take back congressional leadership at mid-term. If it does so, the ensuing transformation of the political power grid would shut down the remainder of President Obama’s tenure, ending it in tight gridlock. That would prove perilous for his presidential profile. Historians would assess his executive management skills as either ineffective at best or incompetent at worst. To avoid their harsh judgment, Obama needs to kick start DNC campaign efforts on the home front or boost his standing around the globe.
The first route isn’t viable. Unlike in 2008, Democratic candidates seem bent on driving up distance between Obama and themselves. Instead of spotlighting campaign events across America, he has been orbiting Europe, attending the Nuclear Security Summit at the Hague and the “G7” meeting in Brussels, Belgium. Those excursions are just the most recent episodes of an on-going narrative, however. This week, the National Taxpayer Union Foundation reported that he has spent more time abroad in half a decade than all other presidents of the modern era. Instead of supporting the campaigns of his political allies back home, President Obama is wrapping up the week meeting the Pope at the Vatican, the Italian President and Prime Minister in Rome, and the king of Saudi Arabia. The first of those four meetings stands out from the others given certain executive policies conflicting with the consciences of Catholics, which reached a judicial crescendo this week. (More on that later.) But, the visit might send the clearest signal of presidential desperation.
When President Obama’s approval ratings were riding high, Vatican appointments never got onto his list of priorities. That was a marked contrast from his predecessor’s tenure in office, which saw six papal encounters – three each during the pontificates of Blessed Pope John Paul II and Pope Benedict XVI. Obama met with Francis’ predecessor just once back in the summer of 2009.
Viewed from the outside, associations with a pontificate mired in sexual abuse crises and Vatileak scandals seemed more like liabilities than assets
to the President’s political ambitions. But, the narrative has changed now. Since his election to the Chair of St Peter in Rome on the night of March 13, Pope Francis has been breathing new life into an ancient institution, seizing the world’s attention, and commanding international headlines in the process. And so, the President wants back in at the Vatican.
To be sure, Pope Francis has accomplished the near impossible: In his first twelve months in office, he has circumvented his predecessor’s public perception problem in the midst of the aftershocks of crises and scandals; he has exceeded almost all sitting politicians’ polling numbers; and, he has re-directed the bark of Peter while managing to keep it on its traditional course. Those successes have been met with much recognition.
At mid-summer, Vanity Fair named him its “Person of the Year” several months ahead of schedule. Both Time and The Advocate followed suit in December. In the winter, Argentina’s National Congress nominated him for the Nobel Peace Prize. And, recent months have seen the release of new studies from the Pew Research Center and Zogby Analytics. Pew found the Pope’s approval ratings among American Catholics stand at 85%. 71% think the election of Cardinal Jorge Mario Bergoglio represents a major change for the Church. Zogby learned that Pope Francis has affected charitable donations among US Catholics and Latino-American Catholics, in particular. As I reported last week, giving practices among some 1,003 poll respondents increased over the last twelve months, owing in large part to Pope Francis’ message and example of compassion for the poor. Last Thursday, CNNMoney’s Fortune magazine chose him to lead its short list of the World’s 50 Greatest Leaders. As the Boston Globe’s Associate Editor, John L. Allen, noted, “Polling in various parts of the world show approval ratings that would be the envy of any politician or celebrity.” He added that, “In terms of public opinion, Francis is already on the cusp of achieving the iconic status of Nelson Mandela, a figure of unquestioned moral authority.”
It is within this context that Air Force 1 touched down at Rome’s Fiumicino Airport during the earliest stateside hours. As the executive aircraft descended, President Obama might have been hoping that the newfound papal stardust would brush off on his embattled presidency, effecting change back home.
To be sure, Obama’s photo-op with the world’s most popular pastor could revitalize his profile on these shores. But, although the first meeting between the two men was historic for Vatican-US relations – marking three decades of diplomatic ties between the US and the Holy See – President Obama might be praying that the images of the event will prove salvific for his presidential future.
At last count, Catholics constituted the single largest religious group in 33 of the 50 states of the union. Democrats in each one of those states will face a referendum on President Obama in November. Of those Catholics, the lion’s share of them under the age of 35 is Latino. Both the Latino and the Catholic vote, not to mention the youth vote, were instrumental in cementing Democratic electoral success in the last two presidential campaigns. In 2008, 53% of the Catholic vote went to then-Senator Obama. But, that number fell behind a little bit in 2012 when 50% of the Catholic bloc went to him. Images of the President glad-handing the Latin American pontiff could ameliorate uneasiness about the Democratic agenda among Latino and Catholic voters and reinvigorate campaign efforts in advance of November. If that happens, President Obama will have shored up the support of an essential baseline constituency.
But, to be sure, the President will need to do much more than signal strong relations with the Pope once he returns to Washington. He’ll have to address – read, relieve – mounting tensions between his administration and American Catholics. On the eve of the President’s arrival at the Vatican, the United States Supreme Court heard oral arguments in two landmark cases affecting the free exercise of religion. The core issue in both cases was the constitutionality of an executive mandate impinging on the consciences of employers. Despite the mandates’s connection to the civil liberty issue of women’s access to birth control, the executive policy elicited the outcry of liberal Catholics as well as conservative ones. Writing for the left-of-center National Catholic Reporter, Michael Sean Winters registered outrage with the executive directive when he said that “The issue of conscience protections is so foundational, I do not see how I ever could, in good conscience, vote for this man [i.e., President Obama] again.” And even MSNBC’s Chris Matthews said that it is “frightening when the state tells the Church what to do.” However, the mandate’s most vocal opposition came from the Vatican’s highest-ranking American prelate. Cardinal Raymond Burke is the Prefect of the Supreme Tribunal of the Apostolic Signatura. That makes him the rough equivalent of the Catholic Church’s chief justice and one of the most significant figures in the Roman Curia. In recent weeks, he has been outspoken about his concern about the direction President Obama has been taking back home. In an interview with Poland’s Polonia Christiana magazine, Cardinal Burke said that
“It is true that the policies of the President of the United States of America have become progressively more hostile toward Christian civilization. He appears to be a totally secularized man who aggressively promotes anti-life and anti-family policies.” The cardinal added that “Now he wants to restrict the exercise of the freedom of worship; that is, he holds that one is free to act according to his conscience within the confines of his place of worship but that, once the person leaves the place of worship, the government can constrain him to act against his rightly-formed conscience, even in the most serious of moral questions.”
He concluded that “Such policies would have been unimaginable in the United States even 40 years ago. It is true that many faithful Catholics, with strong and clear leadership from their Bishops and priests, are reacting against the ever-growing religious persecution in the U.S.”
A more moderate Cardinal Timothy Dolan of the Archdiocese of New York sent the same message when he sat down with NBC’s David Gregory on ‘Meet the Press.’ In a fifteen minute interview televised on March 9, America’s Bishop told the NBC anchor that he has growing concerns about the President’s policies. When Gregory asked Dolan whether he sensed an imbalance between civil liberties and religious freedom in America, he responded saying that, “yes, I’m afraid there may be. We may be coming to that. … I would have to admit a certain amount of … trepidation, that perhaps we’re now moving in that direction.”
In effect, then, both the liberal and the conservative/moderate wings of the Church have been communicating the same talking points: Obama’s HHS mandate is an affront to Catholics and it will affect his connections with a core constituency. Even the Vatican received the memo, which is informative, since the Roman Curia has not always been quick to lend an ear to American bishops.
Less than 24 hours before Obama arrived at the Apostolic Palace, the Vatican situated the meeting within the context of tension. Vatican Radio announced that the two leaders will meet “in the context of a complex phase of the [Obama] administration’s relations with the Church of the United States, marked, in particular, by controversy on the implementation of health care reform (the ‘Patient Protection and Affordable Care Act,’ commonly known as ‘Obamacare’) having to do with rules on mandatory health care coverage of sterilization, contraception, and abortion.” Just hours after the 52-minute POTUS-Pope summit concluded, the Holy See Press Office issued an official comunicato on the audience. In part, the communique stated that “In the context of bilateral relations and cooperation between Church and State, there was a discussion on questions of particular relevance for the Church in that country, such as the exercise of the rights to religious freedom, life and conscientious objection.”
As President Obama headed out of the Vatican at the conclusion of his visit with the Pope, the stateliness of his surroundings – contrasting with the media’s perception of a simple and unassuming parish priest from the streets of Buenos Aires – might have given him pause to wonder. Are the mandates of his executive office able to keep pace with the ancient order of the Catholic Church? Is the perceived political payoff of the HHS mandate well worth the risk of injuring his ties with one of the nation’s single largest religious constituencies? Given the depths to which his polling numbers have dipped, can he afford to affront the consciences of Catholics and impede their free exercise of religion? To be certain, Obama might need to rethink his political game plan. Whether he will have the humility to do so remains to be seen. Time will tell. But, there’s a clue to be discovered amidst the papal pageantry. Just before parting, President Obama extended a gift of seeds to the Pope. (A sign of a relationship reborn?) And, Pope Francis imparted a copy of his recent Apostolic Exhortation Evangelii Gaudium (Joy of the Gospel) to the President. In that magisterial text, the Pope linked economic issues to the Church’s Gospel of Life, proposing that a sound economic agenda must be based on respect for the inviolable right to life of every human person from conception until natural death. In a pointed comment in that document, the Pope states that “It is not ‘progressive’ to try to resolve problems by eliminating a human life.”
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nazi ONU nazi ] In Pakistan: A Christian Sentenced to Death for Blasphemy. By Carson Holloway. According to the U.K. Telegraph, a Pakistani Christian has been sentenced to death for blasphemy. Apparently, the imposition of such a penalty for such an offense is not the only problem.  According to the Telegraph: Masih, a cleaner, was accused of insulting the Prophet Mohammed during a conversation with a Muslim friend in the eastern city of Lahore. Within hours, about 3000 protesters had set light to Christian homes and churches in an area known as Joseph Colony. The convicted man contends that the accusation itself was part of a plot to drive Christians out of the neighborhood: “They hatched a conspiracy to push out the residents of the colony,” said Masih in a statement after sentence was passed. “They contrived a case and got it filed by a person who was close to me. I am innocent.”
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Held 710 days. Umid Gojayev. Arrested April 2012 in Turkmenistan, In early 2012, 29-year-old Umid Gojayev of Turkmenistan had an argument with four neighbors over access to a well where they live in Dashoguz. In the scuffle, Umid defended himself and hit one of the men on the head with a brick, causing injury. The man filed a complaint against Umid with local police. Several days later, he and his family reconciled with the man he injured and paid for his hospital expenses. They agreed to withdraw their complaint. However, when police learned that Umid was a Christian, they insisted on bringing the case to court, though the victim refused to press charges. Umid was sentenced to four years in prison on charges of hooliganism. None of the other men involved in the melee were prosecuted. According to Forum 18, one of the investigators told Umid’s relative that because he is a believer, the court will not forgive him. After nearly two years in prison, there have been four general amnesties in which prisoners charged under the same law as Umid have been released, but Umid remains in prison. According to Forum 18, “Umid was told in the labor camp he is not being included in the amnesties because he reads the Bible.” As a result of his imprisonment, Umid’s wife, Malahat, was forced to leave her job and care for their three young children. They are struggling to make ends meet without their primary breadwinner.
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ll Prisoners by criminal country
Umid Gojayev, Turkmenistan
In early 2012, 29-year-old Umid Gojayev of Turkmenistan had an argument with four neighbors over ... more
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A Christian bookstore employee, Wenxi Li, and another man associated with the bookstore, Lacheng ... more
Lacheng Ren
China Lacheng Ren, a Christian sponsoring a new Christian bookstore in Taiyuan, and Wenxi Li, a Christian ... more
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Nepal Pastor Chhedar Bhote Lhomi was arrested for eating beef and sentenced to 12 years in prison. The ... more
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Alireza Seyyedian is a 37-year-old former Muslim who has been a Christian since 2006. Last year, ... more
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Farshid Fathi was arrested on Dec. 26, 2010 in a wave of arrests of believers in Tehran and other ... more
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On March 9, 2010, a criminal court in Uzbekistan sentenced 27-year-old Tohar Haydarov to 10 years ... more
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Dr. Kiflu Gebremeskel
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Dr. Kiflu Gebremeskel, a leading figure of Full Gospel Church of Eritrea, founder and senior pastor ... more
Kidane Weldou
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Pastor Kidane Weldou disappeared and is presumably detained by Eritrean security forces. His ... more
Haile Nayzgi
Eritrea
During the early morning hours of May 23, 2004, Haile Nayzgi was arrested and taken to Police ... more
View by Country Criminal
China (5)
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Prisoners [ innocent people ] by Country
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1Uzbekistan
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1 settimana fa (modificato)

Primo libro di Samuele 16,1-13. [ su chi Unius REI, oggi si è posato lo Spirito Santo? ] [ la pietra che, i costruttori hanno scartato è diventata pietra angolare! ] In quei giorni, il Signore disse a Samuele: "Riempi di olio il tuo corno e parti. Ti ordino di andare da Iesse il Betlemmita, perché tra i suoi figli mi sono scelto un re". Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato. Quando Iesse e i suoi figli gli furono davanti, egli osservò Eliab e chiese: "È forse davanti al Signore il suo consacrato?". Il Signore rispose a Samuele: "Non guardare al suo aspetto né all'imponenza della sua statura. Io l'ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l'uomo. L'uomo guarda l'apparenza, il Signore guarda il cuore". Iesse presentò a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripetè a Iesse: "Il Signore non ha scelto nessuno di questi". Samuele chiese a Iesse: "Sono qui tutti i giovani?". Rispose Iesse: "Rimane ancora il più piccolo che ora sta a pascolare il gregge". Samuele ordinò a Iesse: "Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui". Quegli mandò a chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e gentile di aspetto. Disse il Signore: "Alzati e ungilo: è lui!". Samuele prese il corno dell'olio e lo consacrò con l'unzione in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi.
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1 settimana fa

Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 5,8-14. [ il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. ma, i criminali sharia nello ONU non si vergognano dei loro crimini perché Obama Rotschild FMI, che è un cannibale, lo ha permesso! ]
Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.
Cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente,
poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare.
Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce.
Per questo sta scritto: "Svègliati, o tu che dormi, dèstati dai morti e Cristo ti illuminerà".
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1 settimana fa

Globalist talmud Masonic Corporations bildenberg LOBBY
in this your comment
living@live.it
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1 settimana fa

Benjamin Netanyahu --- perché nell'Islam nazi Sharia ONU, tagliano la testa per blasfemia, apostasia, ed invece tu non uccidi i terroristi? in questo modo tu metti in pericolo il mondo!
Terror victims' Families and Supporters Protest Next Stage of Terrorist Release

Terror victims' Families and Supporters Protest Next Stage of Terrorist Release
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1 settimana fa

Benjamin Netanyahu --- for criminals Sharia nazi ONU Bildenberg? i am Unius REI, to be big terrorist in the World lol.
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1 settimana fa

Benjamin Netanyahu --- cosa vuoi fare amico mio, hanno una bocca e devono parlare.. ma, nessuno di quei codardi ONU Sharia Bildenberg osano parlare con me!

Iulia Timoshenko criminale, si è candidata presidente dal suo partito! [ pensare alla Ucraina mi fa una grande tristezza, loro sono caduti dalla padella (comunismo Stalin) nella brace (farisei bildenberg Troika IMF Spa Merkel ) ] poverini sono dei ragazzi sempre sfortunati

se quelli, che, sono arrabbiati contro di me, loro non si sentono troppo criminali, poi potrebbero anche venire a dialogare con me.. invece, di fare i vigliacchi che, si nascondono dietro al computer!

Venezuela, Miss Universo contro il governo. America Latina. [ non sempre la bellezza indica la sapienza! non sempre indica la virtù! ] Estefania Fernandez trionfò nel 2009, tra la più belle del mondo