inevitabili frutti SHARIA BILDENBERG

santo SANTO holy his name: santo è il Signore Dio JHWH Onnipotente: I CIELI e i cieli dei CIELI, E TUTTA LA TERRA traboccano della Sua Gloria, i cieli e tutto l'Universo non possono contenere la Sua Gloria! Osanna Benedetto colui che viene nel nome del Signore: il Vivente, il Potente di Giacobbe lui vive in Israele!
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insorti locali? sono tutti i sauditi turchi giordani egiziani, tutti quelli che hanno fatto il genocidio Erdogan, di tutti i cristiani e sciiti, e che hanno profanato tutte le Chiese, molto prima che Erdogan E SALMAN inventasERO ISIS sharia! ] Siria, 4 bambini uccisi in un raid del governo. AI BAMBINI DEGLI ALTRI? PROPRIO LORO HANNO SPARATO E LI HANNO MESSI NELLE FOSSE COMUNI! SE, VOI NON FATE VOTO DI STERMINIO DELLA ARABIA SAUDITA? OGNI GENOCIDIO DA ORA E PER SEMPRE SARà LEGALIZZATO DALLA CIA: I SACERDOTI CANNIBALI DI SATANA! E' di 11 morti, tra cui quattro bambini e quattro donne, il bilancio provvisorio di bombardamenti governativi siriani nella Siria centrale in una zona non controllata dall'Isis ma da insorti locali
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L'Isis rivendica, LO Sceriffo lo ha detto: " armatevi ".. IL GOVERNO USA SONO LORO I TERRORISTI ISLAMICI SHARIA NAZISTI PER IL MONDO, E I LORO CIA CANNIBALI SACERDOTI DI SATANA, CHE FANNO I SACRIFICI UMANI IN ONORE DEL DIO GUFO ROTHSCHILD Baal Marduk SPA FED! IL POPOLO AMERICANO è QUELLO CHE HA PIù BISOGNO DISPERATO DI ANDARE IN GIRO ARMATO!  Strage San Bernardino, nella casa dei killer, la strage poi il dolore, tra vittime anche padre di 6 figli. San Bernardino, un'altra strage negli Usa. Usa: 355 stragi nel 2015, ecco le più gravi. Strage in centro disabili, 14 morti in Usa
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tutti i popoli del mondo devono essere armati, come nel far west, perché i sodomiti massoni usurai Spa FED BCE cannibali salafiti farisei GENDER DARWIN le scimmie anali? sono in mezzo a noi! ] NEW YORK, 4 DIC - La Casa Bianca attacca il Congresso per aver respinto ancora una volta misure per mettere sotto controllo la vendita di armi: "Bloccano norme di buon senso come i 'background check'. Possiamo fare qualcosa anche senza violare i diritti fondamentali", come il secondo emendamento della Costituzione Usa.
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se Erdogan e la CIA non li armavano fino ai denti, e non compravano il loro petrolio? tutto questo crimine contro il genere umano, non sarebbe mai avvenuto! ] ma, lo disse la LEGA ARABA all'Egitto quando fece una incursione in Siria: per vendicare i suoi copti sgozzati: "noi siamo terroristi seri!" così, anche l'Egitto si ricordò di essere un terrorista sharia, anche lui! [ IL CAIRO, 4 DIC - Bambini indottrinati e addestrati dall'Isis per compiere stragi. I tagliagole del Califfo, che da mesi dettano legge nella città di Sirte, in Libia, hanno annunciato la cerimonia di 'laurea' di 85 giovanissimi addestrati per diventare kamikaze. I jihadisti hanno invitato via web i residenti della città costiera a partecipare in massa alla cerimonia dei "cuccioli del Califfato", un corpo militare di giovanissimi promossi 'esperti in attacchi suicidi', ma anche all'uso di armi e esplosivi.
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Francia: elezioni, FN sempre in testa ] è TUTTO CONTRO il PARTITO DELLE SINISTRE usurocratiche burocratiche, relativiste di sodomiti GENDER, l'Anticristo, CHE HANNO RUBATO IL SIGNORAGGIO BANCARIO CON IL TRADIMENTO DELLA MASSONERIA, SONO TUTTI I COMPLICI DI ROTHSCHILD CHE DEVONO FINIRE tutti, DAVANTI ALLA GHIGLIOTTINA, in questo caso!
lo disse quello stramorto all'inferno di: " Abdullah bin Abdulaziz: " i miei sharia, in un mese arriveranno in Europa ed in due mesi arriveranno in USA! "  Strage California: connessione con Isis. Libia, l'Isis 'laurea' i baby-kamikaze.. ISLAMICI ANDRANNO TUTTI A BRUCIARE INSIEME AL LORO SATANICO PROFETA MAOMETTO!
MY JHWH HOLY ] [ ma, IO L'HO DETTO a tutti: "CHI MI VENDE LA SUA ANIMA?" MA LORO INVECE CHE DARE L'ANIMA A ME: gratis? loro HANNO PREFERITO ANDARE tutti ALL'INFERNO: ora buttali nell'abisso!
Erdogan e Salman ] lo sanno tutti, "voi siete le bestie di satana, gli assassini seriali di allah MECCA, maniaci religiosi CABA idolo abominevole demonio, che, voi meritate tutti di morire!" MA, PER QUANTO LA COSA PUò SEMBRARE IRRAZIONALE anche a me? SE NON MI DARETE IL TEmPO PER UCCIDERVI? IO SONO COSTRETTO A SALVARVI! non è colpa mia, e per quanto possa sembrare contro il buon senso? è JHWH che mi ha ordinato di trovare una via di redenzione e di salvezza per tutti quelli che vengono dalla mia legge universale metafisica razionale e naturale! e chi non verrà? UN FUOCO SCENDA DAL CIELO E LO CONSUMI!
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la LEGA ARABA è implicata con la CIA nella formazione della GALASSIA Jihadista mondiale! ] ECCO PERCHé LA GUERRA MONDIALE NUCLEARE CON 5 MILIARDI DI MORTI è INEVITABILE! ROTHSCHILD il dio e padrone di tutto il mondo, lui HA BISOGNO DI QUESTI MORTI E DELLE RELATIVE DISTRUZIONI PER RIGENERARE UN NUOVO CICLO PARASSITARIO ED USUROCRATICO! santa guerra mondiale ciclica ogni 60 anni dice il fariseo satana all'inferno, nessun libro è più amato da lui come il talmud ed il corano! [ Turchia, Eren Erdem: ministro Albayrak legato al DAESH. 04.12.2015. Eren Erdem del Partito Popolare Repubblicano della Turchia (CHP) ha tenuto ieri una conferenza stampa, nel corso della quale ha parlato di coinvolgimento del ministro dell’Energia turco Berat Albayrak nel traffico del petrolio venduto dal DAESH.
Sputnik Türkiye rifeferisce che il deputato ha dichiarato di essere pronto a rivelare informazioni che confermano i legami tra il genero del presidente della Turchia — ministro dell'Energia e delle Risorse Naturali Berat Albayrak, e i terroristi del DAESH. Nel giro di una settimana Eren Erdem intende presentare le prove di coinvolgimento del ministro nel trasporto del petrolio DAESH attraverso il territorio della Turchia. "L'ex deputato Mehmet Ali Ediboglu ha dichiarato recentemente che Berat Albayrak è coinvolto nel commercio di petrolio con DAESH. Sulla base di questa dichiarazione ho deciso di svolgere una mia inchiesta personale. L'inchiesta non è stata ancora terminata, pertanto non entrerò nei dettagli. Dirò soltanto che sono riuscito ad accertare che Berat Albayrak con molta probabilità può essere coinvolto nel traffico di petrolio venduto dai terroristi DAESH. Esiste una società, con la sua sede centrale ad Erbil, che nel 2012 ha comprato le petroliere che desso vengono bombardate dalla Russia. Di questa società sto studiando gli atti costitutivi. So che hanno dei partner in Turchia e voglio sapere se questi partner siano legati a Berat Albayrak".
Erdem ha dichiarato che la settimana prossima, dopo il completamento della sua inchiesta, terrà un'altra conferenza stampa. "Cercheremo di accertare quanto di illegale c'è da parte del nostro paese, per quel che riguarda il commercio del petrolio, e lo porteremo a conoscenza dell'opinione pubblica", — ha rilevato Eren Erdem. Il deputato ha detto anche che dopo le dichiarazioni sull'eventuale coinvolgimento del ministro Albayrak nel traffico del petrolio DAESH i media filogovernativi hanno sferrato contro di lui un pesante attacco mediatico:
"Il quotidiano Takvim oggi mi ha definito fantoccio americano, agente di Israele, sostenitore di CHP e istigatore del colpo di stato. Tutto ciò in una sola frase. A mio giudizio si tratta di un tentativo di screditarmi agli occhi dell'opinione pubblica, perché la mia inchiesta rappresenta un reale pericolo per il potere. Se la reazione è tanto negativa, significa che sto procedendo in direzione giusta per accercare la verità. Non c'è fumo senza arrosto, per cui la reazione spropositata dei media vicini al governo mi fa venire dei forti dubbi e mi convince ancora di più che sia necessario indagare fino in fondo".   
    Correlati: Petrolio del Daesh in Turchia, l'Iraq protesta all'ONU.
Come reagirà l'Occidente alle prove della Russia sul petrolio del Daesh in Turchia?
http://it.sputniknews.com/mondo/20151204/1666422/Turchia-ministro-accuse.html#ixzz3tO9TU6gN
King Salman SHARIA lo ha detto: "Israele è una terra sharia di ebrei morti" la sharia ne ha uccisi tanti di popoli, in questi 1400 anni, e certamente, finirà per uccidere anche loro! CIRCA LA EUROPA DANNO TUTTI PER SCOnTATO CHE DIVENTERà UN CALIFFATO NEI PROSSIMI 40 ANNI!
King Salman SHARIA, fumo WW3 con arrosto islamico termico nucleare? MA, MIO CARO, ANCHE IL PROVERBIo DICE: "non c'è WW2, senza WW3! " ma, anche se i tuoi IMAM ti hanno mentito? tu credi a me, tu non sei ancora pronto per andare in Paradiso!
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QUESTO DISCORSO è UN CRIMINE! IL CONFINE è TROPPO FRASTAGLIATO E QUESTO, punto di contatto per l'aereo russo, ERA COME UNO SPINTONE, UNA VETTA ALL'INTERNO DEL TERRITORIO TURCO, CHE è STATO SFIORATO APPENA PER 17 SECONDI (A LORO DIRE), CHE SI TRATTAVA DI UN AGGUATO? NON LO NEGA NESSUNO! POI, VOGLIO VEDERE SE ABBATTEVANO UN AEREO "SCONOSCIUTO" DELLA COALIZIONE! QUESTO è UN OMICIDIO PREMEDITATO, INVECE, PERCHé LA RUSSIA HA MANDATO IN FUMO I PROVENTI DEL PETROLIO CON ISIS! l premier di Ankara è ancora intervenuto sulla vicenda del jet russo abbattuto: "Il jet non identificato" abbattuto dai caccia F-16 turchi "avrebbe potuto essere siriano o avrebbe potuto bombardarci. La Turchia non si scuserà con nessuno per aver protetto ILLegittimamente i suoi confini", ha detto Ahmet Davutoglu,
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chiedo scusa se io ho frainteso Questo articolo, PENSANDO CHE I TURCHI ERANO LI DAL 2014, è per il sonno incombente di ieri notte: CHE QUESTO: ERRORE, è AVVENUTO! MA NESSUNO PUò NEGARE CHE LA FRONTIERA TRA ISIS, E TRA LA TURCHIA, SIA SEMPRE STATA, UNA FRONTIERA TRA LE PIù PACIFICHE DEL MONDO! ] ANCHE PERCHé UN FLUSSO DI DERRATE ALIMENTARI E DI COMMERCI FIORENTI CON ISIS? AVVIENE TUTT'ORA! [ ed in questi sei mesi chi ha ammazzato chi? I TURCHI SONO ISIS, ECCO PERCHé, NESSUNO HA AMMAZZATO NESSUNO!  4 DIC - Circa 1.200 soldati turchi sono entrati nella regione irachena di Mosul, nei pressi di Bashiqa. Lo riferisce la Cnn turca citando fonti della sicurezza. L'area è sotto il controllo dell'Isis dal giugno 2014.
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NESSUNO è autorizzato ad entrare in IRAQ o Siria: senza il permesso delle legittime autorità! DATO CHE, SENZA IL LORO PERMESSO? VOI LI AVETE RIEMPITI, ANCHE, DI OGNI SORTA DI TERRORISTI ISLAMICI! CHE USA UE E LEGA ARABA USINO I TERRORISTI PER STERMINARE POPOLI E ROVESCIARE GOVERNI? QUESTO è UNO SCANDALO ED UN DELITTO DI SATANISMO MONDIALE SENZA PRECEDENTI! Soldati turchi entrano in Iraq, in regione Mosul. Cnn turca: sono 1.200. Ankara: solo 150 addestratori
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NON ESISTE UNA PIAGA DELLE ARMI, MA, ESISTE UNA PIAGA DI CHI LE USA, E DEI CATTIVI MAESTRI: HOLLYWOOD HALLOWEEN, SCUOLE DI STREGONERIA, CHE SONO I SODOMA DARWIN GENDER, PEDOFILIA E EUTANASIA: PLANNED PARENTHOOD, CHE SONO I MASSONI, FARISEI USURAI E I LORO SACERDOTI DI SATANA DELLA CIA, CHE SE SCOPPIA UNA GUERRA MONDIALE? LE ARMI SERVONO PROPRIO TUTTE CONTRO DI LORO!  Usa: editoriale Nyt su stretta armi. Prima volta dal 1920, Paese incapace di gestire piaga armi
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LA DEMOCRAZIA SENZA SOVRANITà MONETARIA? NO, NON PUò ESISTERE NESSUNA SOVRANITà, SENZA SOVRANITà MONETARIA, QUI, ESISTONO SOLTANTO I MASSONI TRADITORI E COMPLICI DI ROTHSCNILD IL FARISEO LADRO! Osce: a Belgrado nessun documento finale, Divergenze su Ucraina. Da gennaio presidenza a Germania. FIGURIAMOCI COME I MASSONI POSSONO RISPETTARE LA VOLONTà DEI POPOLI, QUANDO è UNA VOLONTà CHE NON PIACE AL NWO SPA FED NATO!
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QUESTA è UNA CHIARA DIMOSTRAZIONE DI COME: TURCHI E SAUDITI SONO SEMPRE PER LA SOLUZIONE: "GENOCIDIO" e perché oltre alle bombe non gettano il cibo a tutti? ] [ Pam, 14 mln yemeniti a un passo da fame, Situazione riguarda metà Paese in preda a guerra civile
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nessuno deve andare in Siria ed IRAQ senza essere invitato! PERCHé LA COALIZIONE INTERNAZIONALE HA FINANZIATO POTENTEMENTE LA GALASSIA JIHADISTA TERRORISTA A GUIDA USA E GUIDA SAUDITA! ] [ Premier Iraq, invio truppe è aggressione, Monito di Abadi dopo annuncio missione forze speciali Usa
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NON CREDO CHE LO STATO DEBBA CRIMINALIZZARE UNA SOSTANZA NATURALE, ANZI NE DEVE GESTIRE IL FENOMENO SOTTRAENDOLO ALLA CRIMINALITà: UNA VOLTA CHE DIVENTERà LEGALE, IN APPOSITI CENTRI OSPEDALIERI? PERDERà L'INTERESSE MORBOSO E ACCATTIVANTE DELLA TRASGRESSIONE! POI, BASTA A DIRE CHE BISOGNA ANDARE IN OSPEDALE? ECCO COME, QUESTA PIAGA SOCIALE FINIRà! marijuana non piu' 'droga pesante'. Canada:Trudeau, si' a marijuana legale
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OTTIMA IDEA: "EMBARGO TOTALE CONTRO LA TURCHIA! " E CHIUSURA DELLE FRONTIERE PER ARRESTARE IL FLUTTO DI JIHADISTI IN SIRIA ED IRAQ CHE LA TURCHIA GESTISCE! Isis: da Usa-Russia bozza risoluzione Onu. Nyt, pressing per colpire finanze Stato islamico
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BOGOTA'. Colombia: ritrovato galeone carico d'oro. ] CHI HA PENSATO A PREGARE PER LE PERSONE CHE SONO MORTE? ALCUNI SONO ALL'INFERNO ED ALTRI AL PURAGATORIO: E NULLA è IMPOSSIBILE PER DIO, LUI PUò SALVARE, purtroppo, ma soltanto nel giorno del giudizio universale, ANCHE LE ANIME DALL'INFERNO! [ La nave San Jose venne affondata dagli inglesi nel 1708Un galeone spagnolo affondato in un attacco della flotta inglese piu' di 300 anni fa, e carico di oro e pietre preziose, e' stato ritrovato in Colombia. e' rimasta sommersa al largo dell'isola di Baru, a sud di Cartagena, nell'attuale Colombia vicino alle isole Rosario.
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questa ideologia dei comunisti SODOMA GENDER DARWIN è una vera infestazione demoniaca L'ANTICRISTO, relativisti e atei per definizione dogmatica, hanno preso il controllo delle istituzioni con la loro religione eterna teoria, ormai indimostrabile, della EVOLUZIONE! Come riusciremo a fronteggiare i musulmani, quando con la loro bomba demografica, loro vorranno pretendere la sharia? è chiaro: i comunisti Dalema PRODI VELTRONI BONINO, MOGHERINI, BOLDRINI, Merkel, Hillary, Obama, ECC.. ci hanno spinti tutti verso il genocidio islamico, ed hanno lacerato a morte, la nostra morente società umanistica! ] [ OLBIA, 4 DIC - Presepe e canti natalizi vietati in una scuola materna a Golfo Aranci e scoppia la protesta dei genitori, sostenuta dal sindaco Giuseppe Fasolino e dal parroco Alessandro Cossu, che invita le famiglie a non portare i bambini a scuola ma in chiesa, così da prepararli in vista della festività cristiana. La dirigente scolastica Raimonda Cocco, dopo il provvedimento preso, si è trincerata dietro il silenzio, rifiutando il confronto con i giornalisti, ma anche con le stesse mamme e con il sacerdote. Contattata telefonicamente dall'ANSA, la dirigente scolastica ha rifiutato di commentare. L'unico ad averci parlato oggi è stato il sindaco di Golfo Aranci, che spiega: "Mi ha parlato di una decisione che vieta la realizzazione del presepio, l'insegnamento di "Tu scendi dalle stelle" e altre attività con riferimenti al Cristianesimo, assunta in seguito a una disposizione ministeriale". "Io sono molto contrariato e rammaricato - ha detto Fasolino - perché si tratta della nostra cultura, a cui si vuol porre un freno in nome dell'integrazione". Lunedì la dirigente scolastica dovrebbe incontrare l'amministrazione comunale. Il sindaco, che è anche consigliere regionale di Forza Italia, si dice disponibile a mettere a disposizioni sedi alternative per le mamme e i bambini in cui trasmettere le canzoni del Natale. Mentre il parroco lancia una proposta: "Come segno di protesta invito le mamme a non portare i bimbi a scuola la prossima settimana, ma in chiesa, così da prepararli cristianamente all'arrivo del Santo Natale". "Se fosse vera una simile disposizione, è assurdo: la Chiesa è fatta dal popolo e per il popolo e non può essere cancellata la storia del cristianesimo e la sua tradizione" protesta don Cossu, sacerdote della chiesa di San Giuseppe a Golfo Aranci, pronto da subito a fare lezione ai bambini.
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QUESTA è UNA GRANDE DISPERAZIONE, PERCHé IL VUOTO DI DIO: L'ERRORE IDEOLOGICO E MORALE DEI RELATIVISTI GENDER OBAMA DARWIN Sodoma, SpA FED BCE Banche CENTRALI, truffa signoraggio bancario, ed alto tradimento massonico, HANNO FATTO MORIRE IN LUI, LA SPERANZA! ANCHE SE, NOI NON POSSIAMO DIRE, ED AFFERMARE, SE LUI SIA ANDATO ALL'INFERNO, oggettivamente, come dovrebbe essere (solo Dio può giudicare queste situazioni che sono personalmente soggettive), COME AVREBBE INSEGNATO, LA DOTTRINA UFFICIALE TRADIZIONALISTA CATTOLICA! ] ma, NON POTRà MAI AVVENIRE UN SUICIDIO: CHE è UN ATTO DI tradimento, IN CHI CONOSCE DIO PERSONALMENTE! ECCO PERCHé, il Cattolicesimo non funziona, e L'ISLAM è SATANISMO: perché disprezza il valore sacro della vita e spinge ad uccidere gli apostati infedeli: che perché per loro Satana è sempre Akbar! [ ORISTANO, 4 DIC. Un vigile del fuoco di Oristano, di 50 anni, si è tolto la vita questa mattina lanciandosi dalla scogliera di Capo Mannu, nella Marina di San Vero Milis (Oristano). La salma è stata poi portata sulla spiaggia di Sa Mesa Longa e caricata sul carro funebre. Dolore e sgomento tra i colleghi per il gesto, avvenuto proprio nel giorno di Santa Barbara. l'uomo ha partecipato nella sede del Comando provinciale alla prima parte delle celebrazioni per la ricorrenza della festa della patrona del Corpo, Santa Barbara. [ my JHWH tu vedrai che su questo articolo, parleranno per mesi!
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la colpa è del ministero della Pubblica Istruzione che dovrebbe, licenziare in tronco, tutti i Dirigenti Scolastici che hanno permesso la distruzione dei crocifissi nelle aule scolastiche (crocifissi che rappresentano lo Stato laico, il Presidente, e non una religione specifica ): QUESTO è TERRORISMO IDEOLOGICO DI STAMPO SHARIA ISLAMICO: 04-12-2015, Cronaca, Preside vieta presepe in scuola materna, OLBIA, 4 DIC. Presepe e canti natalizi vietati. la MIA MIGLIORE AMICA e COLLEGA, UNA DONNA ECCELLENTE, UNA DOCENTE ECCEZIONALE DI GRANDE VALORE, IERI, LEI MI HA FATTO SPARIRE IL REGISTRO DI UNA CLASSE DI BULLI, PER IMPEDIRMI DI METTERE LE NOTE, E MI HA ANCHE SCONSIGLIATO DI FARE UNA RELAZIONE DISCIPLINARE CHE AVREBBE SEGNATO LA SCOMPARSA DI QUELLA CLASSE di Bulli, dal NOSTRO ISTITUTO, COSì CON SANTA PAZIENZA MI SONO DOVUTO SOPPORTARE IL LORO BULLISMO, ED AD ALTRI DOCENTI? NON VA MEGLIO CHE A ME! BASTA STARE IN QUALSIASI PARTE DEL NOSTRO ISTITUTO PER ACCORGERSENE! QUESTO è QUELLO CHE I RELATIVISTI SODOMA DARWIN GENDER hANNO FATTO di male ALLA SOCIETà ED ALLA SCUOLA ITALIANA TUTTA INTERA, per mettere in difficoltà quel fiore di donna: che è il nostro Dirigente Scolastico!
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TALMUD E MAOMETTO HANNO INSEGNATO AD HITLER! ED ERDOGAN IL BOIA? QUESTO LO SA! "Erdogan sogna di far rinascere l'Impero Ottomano" ] MORTE AL TIRANNO! [ 27.11.2015 ] Secondo Omran al-Zoubi il desiderio di dividere la Siria e l'Iraq in emirati o province nasconde le mire di realizzare protettorati. Ministro dell'Informazione della Siria Omran al-Zoubi La leadership turca vuole dividere la Siria e distruggerla nella speranza di far rivivere l'Impero Ottomano nei territori occupati anticamente. Lo ha detto il ministro dell'Informazione siriano Omran al-Zoubi in una intervista. "L'obiettivo della Turchia è quello di far rivivere l'Impero Ottomano che in precedenza era diviso in province. C'erano le province di Damasco, Mosul, Aleppo, Gerusalemme, Beirut, e così via, ed è questo obiettivo principale che sta portando al desiderio di dividere la Siria e l'Iraq in emirati o province. Che esisterebbe sotto il protettorato dell'impero e dei suoi interessi. Questi tipi di ambizioni sollevano polemiche con gli Stati Uniti", ha chiarito al-Zoubi aggiungendo che le ambizioni di Ankara e degli alleati occidentali sono state messe a rischio dopo l'inizio della campagna militare russa in Siria. "L'Intervento inaspettato della Russia ha cambiato l'equilibrio dei poteri" ma l'Occidente "vuole guidare la Russia fuori dal mondo arabo e renderlo un nemico della regione come la Libia o lo Yemen", ha concluso al-Zoubi: http://it.sputniknews.com/politica/20151127/1622705/Erdogan-Impero-Ottomano.html#ixzz3tQRA6S1C
TALMUD E MAOMETTO HANNO INSEGNATO AD HITLER! ED ERDOGAN IL BOIA? QUESTO LO SA! "Erdogan sogna di far rinascere l'Impero Ottomano" ] MORTE AL TIRANNO! [ Tutti gli inganni del Sultano Erdogan 27.11.2015. Quando la Cancelliera Merkel annunciò che la Germania era pronta ad accogliere tutti i siriani in quel momento presenti in Ungheria, o in fuga dalla Turchia, la cosa suscitò scalpore. Si speculò sui motivi di quella decisione: un tentativo di recuperare l'immagine negativa del Paese, la volontà di scegliere i più istruiti e facilmente integrabili tra milioni di emigranti che si precipitavano verso l'Europa, la volontà di porre rimedio al calo demografico tedesco grazie ad una nazionalità ritenuta un po' meno "diversa".
Quest'anno la Merkel si aspetta un milione di profughi in Germania. L'accoglienza dei tedeschi, inizialmente dimostratasi calorosa, ben presto si mutò in esplicito rifiuto quando, invece delle poche centinaia di migliaia di profughi previsti, ci si accorse che l'ondata di arrivi avrebbe facilmente superato in poco tempo il milione di persone. Non fu difficile capire come fosse la stessa Turchia a incoraggiare, e perfino aiutare a partire, coloro che, residenti da mesi nei suoi inospitali campi di accoglienza, sognavano per se e per i propri famigliari migliori condizioni d vita. Sommersa dalle critiche provenienti dai suoi stessi connazionali e da molti esponenti del suo partito, la Cancelliera organizzò, in fretta e furia, una missione ad Ankara per chiedere a Erdogan di fermare il flusso. Era proprio quello che il "sultano" voleva. Sornione e formalmente collaborativo, il turco attuò il suo ricatto. L'esodo dalle coste turche poteva essere fermato ma c'erano due condizioni cui i tedeschi, e quindi l'Europa, dovevano attenersi: un'elargizione immediata di almeno tre miliardi di euro per la gestione dei campi e, soprattutto, nessuna ulteriore opposizione all'ingresso in Europa. Al contrario, la Germania doveva facilitare la ripresa delle negoziazioni ormai "in sonno" da molti mesi. UE propone alla Turchia la cancellazione dei visti in cambio di accordo su profughi. Fino a ora, tedeschi e francesi avevano posto ostacoli all'ipotesi di un'adesione della Turchia all'Unione Europea e fu proprio contando sull'altrui contrarietà che Berlusconi, allora Presidente del Consiglio, poté permettersi di giocare il ruolo di sponsor di Ankara. Eravamo sicuri che, nonostante il nostro formale appoggio, l'ipotesi sarebbe rimasta irrealizzata. Detto per inciso, l'atteggiamento del nostro Governo favorì le imprese e le esportazioni italiane che triplicarono in soli due anni. Come mai, verrebbe da domandarci, tutta questa voglia della Turchia di voler diventare membro dell'Unione Europea? Come si concilia ciò con un Paese ove, durante il minuto di silenzio richiesto in uno stadio per commemorare la strage di Parigi, una gran parte dei presenti si è messa a fischiare e a urlare "Allah è grande" per solidarietà con i terroristi? Come si può dialogare con chi abbatte con scuse fasulle un aereo che si trova in volo per bombardare coloro che tutti gli europei (e il mondo intero) giudicano spregevoli criminali? Oramai è evidente: la politica estera della Turchia è tutt'altro che omogenea a quella dei Paesi del nostro continente e la politica interna niente ha a che fare con gli "acquis" comunitari in merito a democrazia, libertà di espressione, indipendenza della magistratura e tutela delle minoranze. E allora, Ankara vuole davvero diventare un membro dell'Unione? E perché? Bilal Erdogan. Il petrolio e l'amicizia con ISIS: segreti e conflitti d'interesse della famiglia Erdogan. La risposta si ottiene guardando i movimenti di Erdogan da quando è salito al potere. Come candidato all'ingresso nell'Unione, il Paese doveva adeguare le proprie istituzioni ai nostri standard e, in particolare, doveva ridimensionare il ruolo politico dell'esercito e della magistratura. Con la scusa di procedere in quella direzione, il "sultano" è riuscito a sostituire tutti i vertici dell'uno e dell'altra con dei propri fedeli e, per giustificare il proprio comportamento di là da ogni possibile contestazione, si è inventato un presunto tentativo di colpo di stato militare che gli ha consentito di fare piazza pulita ottenendo l'esplicita approvazione di Bruxelles. Anche verso i magistrati che, tra l'altro avevano denunciato l'enorme corruzione del suo Governo e le "appropriazioni indebite" attuate da lui stesso e dalla sua famiglia, ha fatto lo stesso. Tuttavia questa spiegazione, pur importante, non completa ancora il quadro. Petrolio di ISIS in economia della Turchia: affari milionari di Erdogan jr su sangue curdi. Per meglio comprendere la schizofrenia turca occorre guardare ai flussi di denaro che, da quando è iniziato l'apparente avvicinamento all'Unione, sono arrivati ad Ankara dall'Europa. È consuetudine che l'Europa dispensi milioni di Euro a quei Paesi che sono candidati all'ingresso e in Turchia, considerate le dimensioni del Paese e il grande divario tra gli standard vigenti e quelli richiesti, le cifre arrivate sono state, e continuano a essere, molto superiori a quelle elargite a Paesi come Romania, Polonia ecc. Si cominciò nel 2004 con 250 milioni di euro che servivano per preparare i primi passaggi propedeutici alla richiesta di adesione. Altri 300 milioni arrivarono nel 2005, in concomitanza con l'apertura ufficiale dei negoziati, e 500 milioni nel 2006 per finanziare l'inizio delle riforme vere (sic!). Contemporaneamente, tra il 2000 e il 2006 il programma MEDA ha garantito un'assistenza finanziaria di 900 milioni di euro. Pensate sia tutto? Non ancora! Per il periodo 2007-2013 l'assistenza prevista da IPA I (Strumento Per l'assistenza alla Pre-Adesione) ha dato alla Turchia due miliardi e mezzo di euro e l'IPA II ha previsto, per il periodo 2014-2020, altri quattro miliardi e mezzo di euro. Che poi l'adesione si faccia davvero o, per qualunque motivo, ciò non avvenga, vale il famoso detto napoletano " Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato". Turchia, pugno duro di Erdogan contro curdi e media. Questo denaro ha migliorato gli standard democratici, di tutela delle minoranze ecc.? Se guardiamo ai giornali chiusi e al numero di giornalisti in prigione, alla repressione dei curdi e al metodo intimidatorio con cui si è svolta l'ultima campagna elettorale, sembra proprio di no. Eppure, i soldi elargiti direttamente non sono stati nemmeno gli unici. Anche la Banca Europa degli Investimenti (BEI) è intervenuta con altri fondi corrispondenti a undici miliardi e mezzo di euro e la Commissione Europea, da par suo, ha stanziato altri 2,3 miliardi per aiutare le piccole-medie aziende turche a diventare più competitive sui mercati internazionali. Alla faccia delle piccole-medie aziende nostrane!
Potremmo fermarci qui ma, pur senza entrare nei dettagli delle ipocrisie turche in merito all'ISIS, è necessario notare che una delle fonti di finanziamento del gruppo terrorista è stata la continuata vendita sul mercato internazionale di petrolio a bassissimo prezzo. Da dove poteva passare questo "oro nero" se non dall'unico confine praticabile in quella parte del mondo, e cioè quello turco? Lo stesso discorso vale per i materiali archeologici saccheggiati nei territori conquistati. Qualcuno, a Bruxelles o nei Governi europei, ha mai fatto queste considerazioni? O vogliamo continuare a farci far fessi da un neo-satrapo medio orientale? http://it.sputniknews.com/mondo/20151127/1619757/Turchia-corruzione-Erdogan.html#ixzz3tQS2w1te
QUALI 666 ipocrisie SAUDITE USA turche, SONO STATE FATTE: in merito a ISIS SHARIA?


Quando dei sacerdoti hanno tradito la fiducia di chi era loro affidato, i vescovi (cor-)responsabili di questi sacerdoti hanno doppiamente tradito i fedeli: "dimenticandoli" e lasciandoli soli con i sacerdoti in questione. Per l'esistenza della vittima il primo tradimento è determinante. Per noi, membri della chiesa, il secondo tradimento è inconcepibile e insostenibile: esso non si basa sui crimini di "singoli" sacerdoti, magari sottoposti a una pressione eccessiva, talvolta anche malati, bensì sul disprezzo dei fedeli trasformatosi in struttura. Questo è il tradimento del cuore di ciò che è fondamentale per questa chiesa: tradimento della sequela di Cristo.

I vescovi hanno visto se stessi - talvolta prevalentemente, talvolta esclusivamente - come responsabili nei confronti dei loro sacerdoti, che non di rado hanno protetto. Non hanno evidentemente visto una responsabilità al di là della loro struttura di potere, una responsabilità verso i deboli e la parte lesa, perché ciò avrebbe dovuto portarli a prendere sul serio le vittime nonché la tutela dei fedeli ben prima della coraggiosa diffusione in pubblico delle accuse. Eppure unicamente tale responsabilità verso i deboli è quanto distingue l'autorità etica del sacerdote da una posizione di potere violenta. L'autorità si muta in potere quando la vulnerabilità di altre persone viene sfruttata per procurarsi dei vantaggi, di qualunque natura essi siano. La violenza sessuale dei sacerdoti verso persone da loro dipendenti si fonda su un tale abuso di autorità che si muta in potere. I sacerdoti che esercitano il potere per mezzo e attraverso la sessualità - una sessualità al cui esercizio rinunciano (devono rinunciare) nella loro identità di sacerdoti cattolici - non soltanto compiono un atto criminale, non soltanto non rendono giustizia all'identità che hanno scelto, ma ledono inoltre anche l'istituzione del sacerdozio come autorità etica e distruggono il messaggio che rappresentano come persone e detentori del loro ufficio.

Che cosa dunque si richiede alla chiesa?

La chiesa deve affrontare la questione di come (ri-)creare l'autorità del sacerdote. Tale questione non può essere intesa unicamente come questione dell'identità individuale di coloro che hanno scelto e continuano a scegliere il sacerdozio. È anche un interrogativo rivolto all'istituzione: la preparazione, la guida e il controllo dei sacerdoti nell'adempimento del loro ufficio sono una cosa, la conformazione strutturale delle interazioni tra sacerdoti e credenti un'altra, la questione teologico-ecclesiologica relativa alla forma della chiesa una terza.

Noi, le curatrici di questo fascicolo, siamo teologhe. Siamo donne. Siamo madri. Non di rado, nella prospettiva delle strutture tradizionali della chiesa, stiamo "dall'altra parte", per cui non siamo noi a decidere dove, di volta in volta, vadano tracciati i confini. Siamo cristiane, cattoliche, membri di comunità in cui anche i nostri figli devono avere e trovare uno spazio. Non possiamo e non vogliamo tollerare strutture che consentono a singoli sacerdoti e vescovi di ledere, o in alcuni casi addirittura di distruggere, la salute psichica di alcune persone. Non possiamo e non vogliamo tollerare decisioni e prassi più orientate al mantenimento di relazioni autoritarie che al consentire esperienze e pratiche di fede che mettano al centro dell'attenzione la vulnerabilità di ogni essere umano. Non possiamo e non vogliamo tollerare che non sia fatta giustizia nei confronti di sacerdoti che hanno sorpassato i limiti di ogni comportamento ammissibile nei confronti di bambini e ragazzi. Tale giustizia può venire cercata solo in processi situati al di fuori del coinvolgimento di una situazione specifica, come dovrebbe essere in ogni caso di violenza sessuale; nel nostro caso significa: i processi devono essere processi extra-ecclesiastici.

In tal caso i sacerdoti non possono essere semplicemente ripudiati dall'istituzione in cui spesso hanno vissuto e lavorato per decenni. La responsabilità della chiesa non termina con la consegna degli atti processuali al pubblico ministero incaricato. In ogni sistema giuridico moderno esiste la pena, per il bene della vittima, ed esiste la riabilitazione, per il bene del colpevole.

Nel suo rapporto con i sacerdoti interessati, la chiesa deve considerare entrambi i versanti della giustizia. Con sorpresa e indignazione osserviamo come, in ambiti ecclesiastici e sociali, la violenza sessuale venga associata all'omosessualità, come reazione ai casi di abuso sessuale nella chiesa. Il fatto che spesso, ma non esclusivamente, le vittime siano state bambini e adolescenti maschi, non deve trasformarsi in pretesto per ridare vita a pregiudizi latenti e criminalizzare l'omosessualità, come se le persone omosessuali, a causa della loro tendenza sessuale, fossero più inclini degli eterosessuali a esercitare violenza sui minori.

Noi prendiamo le distanze da questa insinuazione - espressa frequentemente ma assurda - e ci aspettiamo dalla nostra chiesa che faccia lo stesso, pubblicamente e con chiarezza.

Altrettanta scarsa utilità ha l'equiparare in blocco la violenza sessuale alla malattia o alla pedofilia. Può senz'altro esserci un nesso tra disturbi psichici e violenza sessuale, ma ciò non può essere generalizzato e usato come meccanismo di discolpa. È evidente soltanto che anche per i colpevoli è necessaria una rielaborazione terapeutica dei reati.

Il problema della violenza sessuale può forse essere più palese nelle chiese occidentali che in quelle non occidentali. Significa però che solo nelle comunità occidentali esiste una struttura autoritaria che impedisce di riconoscere e combattere la violenza individuale e strutturale su bambini e ragazzi, ma in fin dei conti anche sugli adulti in rapporto di dipendenza? In caso affermativo, le chiese locali occidentali hanno allora in quelle del Sud del mondo degli aiuti critici per quanto riguarda i cambiamenti strutturali da compiersi. In caso negativo, nasce qui una responsabilità della chiesa tutta per un ripensamento alle radici delle strutture ecclesiastiche e una revisione alle radici dell'ecclesiologia. La questione dell'autorità etica dei sacerdoti non può essere intesa (solo) come una questione di virtù o di comportamento, ma deve essere tematizzata come problema strutturale dell'identità e del ruolo dei sacerdoti, come problema dell'interazione sociale in relazioni asimmetriche e come problema della funzione di controllo e tutela dei vescovi.

Siamo solo all'inizio di questo processo che ci costringe ad affrontare i problemi dove sono nati e dove si situano davvero. È l'inizio di un processo che ci costringe a riflettere in modo nuovo sul rapporto tra sacerdoti e fedeli, a migliorare le strutture di controllo e a porre in maniera nuova la questione dell'autorità etica dei presbiteri.

In una situazione in cui la perdita di rilevanza delle chiese cristiane nelle società occidentali è eclatante, si pone l'interrogativo della sopravvivenza del messaggio cristiano come messaggio che incide sulle persone e sulla cultura. La violenza sessuale, compiuta e nascosta nella chiesa e attraverso strutture di potere ecclesiastiche, confuta l'umanitarismo del messaggio cristiano. Solo una conversione secondo lo spirito biblico potrebbe evitare «la sconfitta di Dio nella chiesa di Dio» (Rainer Bucher).

(traduzione dal tedesco di ANNA BOLOGNA)


[REGINAAMMICHT-QUINN è docente di etica teologica presso la Facoltà di teologia dell'Università di Tubinga (Germania); MAUREEN JUNKER-KENNY è docente di teologia pratica ed etica cristiana al Trinity College di Dublino (Irlanda); HILLE HAKER è docente di etica cristiana presso la Divinity School all'Harvard University di Cambridge/Mass. (USA)].


Mercoledì, 30 giugno 2004

Nuovi scandali sessuali nella chiesa

 cattolica in Austria ed in Italia

La rassegna stampa

Panorama.it
Austria, foto e video hard in un seminario

12/7/2004

Oltre 40 mila scatti e un certo numero di filmati di giovani preti intenti in incontri sessuali. Anche materiale pedoponografico

I vertici della Chiesa cattolica austriaca hanno chiesto una riunione d'urgenza in seguito alla scoperta di circa 40.000 fotografie e un numero imprecisato di video di giovani preti intenti in incontri sessuali al seminario.
Secondo l'autorevole settimanale austriaco Profil, il materiale rinvenuto, che include anche pornografia infantile, era stato scaricato sui computer al seminario di St. Poelten, circa 80 chilometri ad ovest di Vienna.

"NO COMMENT" DALLA DIOCESI
I vertici della locale diocesi si sono rifiutati di rilasciare pubbliche dichiarazioni ma si starebbero incontrando in privato sullo scandalo, ha riportato la televisione di Stato austriaca.
L'organo di stampa ha precisato che il direttore del seminario, il reverendo Ulrich Kuechl, ha rassegnato le dimissioni e che anche il suo vice, lfgang Rothe, le ha sottoposte al suo superiore. La Conferenza dei vescovi austriaci ha emesso in data odierna un comunicato in cui promette un'accurata e approfondita indagine sulla questione.

"Tutto ciò che ha a vedere con l'omossesualità o la pornografia non può avere spazio in un seminario per preti", ha scritto nel comunicato.
I vertici della Chiesa per la prima volta hanno scoperto il materiale un anno fa su un computer del seminario, ha precisato Profil. In esso figuravano numerose immagini di giovani preti e loro insegnanti che si baciavano e indulgevano in giochi sessuali e orge.
Il vescovo Kurt Krenn che supervisiona la diocesi di St. Poelten, ha detto alla televisione austriaca di aver visto forografie di insegnanti del seminario in situazioni sessuali con gli studenti.
La Gazzetta del Mezzogiorno

Austria - Sesso in seminario

Pubblicate le foto pedo-pornografiche che coinvolgono seminaristi ed insegnanti nel seminario diocesano di St. Poelten. Almeno 40mila le immagini sequestrate. Ex-seminarista siciliano scrive al vescovo: Tu sapevi



VIENNA - E'di nuovo scandalo nella chiesa cattolica austriaca: le accuse di pedo-pornografia, decine di migliaia di fotografie dai contenuti sessuali e presunti contatti omosessuali tra direzione e seminaristi a St.Poelten ricordano un po'i tempi dello scandalo legato alle presunte pratiche omosessuali e pedofile del cardinale Hans Hermann Groer, venuto alla luce nel 1995. Stavolta le accuse riguardano il seminario della diocesi di St. Poelten (Bassa Austria) del vescovo ultraconservatore Kurt Krenn. Finora si sono dimessi il rettore del seminario, Ulrich Kuechl, e il suo vice, Wolfgang Rothe - due foto pubblicate oggi dal settimanale di Vienna, Profil, li mostrano in atteggiamenti inequivocabili ciascuno con un seminarista -. Ma emergono già voci apertamente critiche nei confronti di Krenn stesso che in una prima reazione aveva parlato di «ragazzate che non hanno niente a che vedere con omosessualità». «E'certamente sconvolgente che ciò accada. La responsabilità è del vescovo», ha detto oggi il presidente dei rettori dei seminari austriaci, Martin Walchhofer. Anche il teologo pastorale austriaco Paul Zulehner ha chiesto le dimissioni di Krenn. La conferenza episcopale austriaca ha parlato invece di un «urgente bisogno di azione da parte della chiesa».

Secondo Profil, Krenn era da tempo al corrente su cosa stava succedendo dietro le mura del seminario di St. Poelten e che sei mesi fa era stato anche informato per iscritto. Il vescovo avrebbe però cercato di mettere a tacere la vicenda. Il vescovo di St.Poelten, che ha 68 anni, è stato in passato un strenuo difensore del cardinale Groer, che nel 1995 era stato costretto alle dimissioni per accuse di abusi sessuali, gettando la chiesa cattolica in una crisi d'identità senza precedenti nel Paese alpino. Groer è morto a marzo dell'anno scorso all'età di 83 anni.

Il seminario di St. Poelten è già dall'inizio di quest'anno nel mirino della procura regionale. Su un computer sequestrato sono state trovate recentemente 11 mila foto scaricate da internet, tra cui anche immagini di pedofilia. Profil scrive che gli inquirenti avrebbero inoltre trovato «nelle stanze dei seminaristi almeno 40 mila fotografie e alcuni filmati con rappresentazioni sessuali in parte perverse che mostrano anche giovani preti di St. Poelten con superiori». «Si fotografavano vicendevolmente, perchè anche in questa maniera si eccitavano. E siccome lo facevano anche con il capo e con il suo vice, tutto sembrava così normale, si sentivano al sicuro», ha detto un inquirente a Profil. Interpellato questo pomeriggio dall'agenzia stampa austriaca Apa, il procuratore Walter Nemec non ha tuttavia confermato il numero di fotografie trovate. «Da quale fonte possa emergere il numero 40.000, non lo so», pur affermando di non essere al corrente sugli ultimi sviluppi delle indagini.

Altro dettaglio riferito oggi da Profil: l'ex rettore Kuechl avrebbe anche dato, a giugno del 2003, «una specie di sacramento del matrimonio» a due seminaristi, uno dei quali è cittadino polacco. La cerimonia sarebbe avvenuta in un locale pubblico di St. Poelten.

«Un largo fronte di personalità ecclesiastiche della diocesi di St. Poelten trovano insopportabile il doppio gioco e si sono decisi a un'azione concordata per portare alla luce la verità, dopo che per anni i loro tentativi dietro le quinte non hanno avuto successo», scrive Profil.

Christine Maieron


12/7/2004
La Gazzetta del Mezzogiorno
Ex seminarista vittima di abusi scrive al vescovo: tu sapevi

PALERMO - Cita Giovanni Paolo II che, rivolto ai giovani riuniti a Toronto, «ha avuto il coraggio, ancora una volta, di dire: Mi vergogno per i preti pedofili e per chi ha coperto con il silenzio questi abomini». E chiosa «Possano queste parole risvegliare la sua coscienza, assopita in un torpore durato troppo a lungo».

E'questa l'esortazione che M. M., 22 anni, un ex seminarista del seminario di Agrigento, rivolge, attraverso l'Adista, un'agenzia di stampa cattolica, al vescovo di Agrigento, Carmelo Ferraro, che «dopo essere stato informato degli abusi sessuali commessi da un sacerdote ai danni di un seminarista non prende alcun provvedimento».

La «vittima» degli abusi sessuali è proprio l'autore della lettera. La vicenda ebbe inizio nel 1994 a Favara quando il seminarista aveva 12 anni. Il 7 luglio scorso, dopo l'esposto del seminarista, il sacerdote, don Bruno Puleo, ha patteggiato la pena: gli sono stati inflitti 2 anni e 6 mesi di reclusione. Attualmente don Puleo è parroco a Sant'Anna, una piccola frazione nei dintorni di Agrigento.

«Scrivo a lei, Eccellenza reverendissima monsignor Carmelo Ferraro, arcivescovo metropolita della Chiesa Agrigentina. Scrivo proprio a lei che, una sera di novembre del 2000, ha ascoltato, quasi con indifferenza, il mio racconto - afferma l'ex seminarista -. Forse lei non immagina nemmeno quanto mi sia costato, in quell'occasione, rivivere i momenti più brutti della mia vita. Ma a lei che importa? Scrivo a lei perché sono addolorato e profondamente amareggiato dal suo silenzio. Non per lei, di cui m'importa ben poco, ma per questa povera Chiesa, che si ritrova ad essere guidata da una persona che non ha saputo dirigere il gregge affidatogli, soprattutto i piccoli e gli indifesi».

Il giovane infine ricorda le parole del cardinale Ersilio Tonini secondo cui è «meglio avere dieci sacerdoti in meno che averne uno sbagliato. La pedofilia e l'omosessualità vanno affrontati tempestivamente e con fermezza». E oggi l'ex seminarista annuncia l'intenzione di avviare una causa civile «contro le persone che hanno un ruolo di responsabilità in situazioni del genere». «Certamente - puntualizza - il rettore del seminario, ma tanto più il vescovo, il quale, pur non avendo responsabilità penale, è civilmente - e moralmente - responsabile. Avrebbe dovuto prendere provvedimenti che non ha preso». La vittima degli abusi sottolinea poi alcuni aspetti dell'inchiesta: «A me non risulta - dice - che il vescovo sia mai stato interrogato: attendo di prendere visione di tutti gli atti processuali per averne conferma».

L'ex seminarista parla anche dei suoi progetti futuri: «all'università sto studiando psicologia, per aiutare le persone che subiscono abusi. Per questo ho già fondato un'associazione, che deve diventare uno sportello di ascolto».


12/7/2004
L'espresso

Caserta,08 lug 2004 -17:25
Pedofilia, 100 indagati: c'è anche nome Taricone


Oltre cento persone sono indagate dalla procura di Santa Maria Capua Vetere nell'ambito di un'inchiesta su materiale pedopornografico acquistato su internet. Tra i nomi c'è anche quello dell'attore Pietro Taricone. Alcuni video e immagini pornografiche sarebbero state acquistate su internet con la sua carta di credito. Il legale di Taricone si è detto certo dell'estraneità del suo assistito. "Penso - ha detto il legale - che potrebbe trattarsi di una problema di carte di credito clonate: magari qualcuno ha 'spiato'su internet i numeri della carta di Pietro durante qualche normale transazione, e poi li ha usati per comprare quella roba in rete". Sulla circostanza la procura casertana sta effettuando controlli.

Una abitazione di Pietro Taricone (ha rivelato oggi "il Giornale") è stata perquisita nei giorni scorsi ad Avezzano, ma secondo quanto si è appreso non sarebbe stato trovato materiale pedopornografico.

Titolare dell'indagine è il pubblico ministero Donato Ceglie che ha indagato un centinaio di persone tra cui professionisti, avvocati, studenti. Nel registro degli indagati risulta iscritto anche un sacerdote di Alife, nel Casertano.

La procura di Santa Maria Capua Vetere ha ordinato nei giorni scorsi decine di perquisizioni. E'stata, tra l'altro, passata al setaccio una casa discografica di Rieti, che, secondo gli investigatori sarebbe una sorta di crocevia del traffico di materiale pedopornografico.


PEDOFILIA: TROPPE RICHIESTE INDENNIZZI, FALLISCE ARCIDIOCESI

Los Angeles - Schiacciata dalle richieste di indennizzo, è fallita l'arcidiocesi degli scandali: l'arcidiocesi di Portland (Oregon) ha annunciato la bancarotta e la notizia è il primo segnale palpabile delle conseguenze che ha avuto sulla Chiesa cattolica statunitense il pagamento degli indennizzi alle vittime di abusi sessuali commessi da alcuni sacerdoti su minori. Le attività ecclesiastiche continueranno regolarmente; e la richiesta di bancarotta -ha detto l'arcivescovo, reverendo John Vlazny, "non è un modo per evitare le responsabilità", "ma di fatto è l'unico sistema per fare in modo che altri ricevano il giusto compenso". La decisione dell'arcidiocesi di Portland sospenderà l'inizio di un processo civile contro un prete accusato di aver molestato più di 50 ragazzini: per i presunti abusi commessi negli anni '80 dal sacerdote Maurice Grammand, deceduto nel 2002, sono state presentate due domande collettive per un totale di indennizzo di circa 160 milioni di dollari. Prima di dichiararsi insolvente, l'arcidiocesi della principale città dello stato dell'Oregon sulle coste orientali degl Usa, aveva già sborsato 53 milioni di dollari in accordi extragiudiziari siglati con 130 presunte vittime. Durante gli ultimi tre anni, la Chiesa cattolica statunitense è stata al centro di una serie di scandali che hanno coinvolto decine di sacerdoti accusati di abusi sessuali su minori. Un rapporto della Conferenza episcopale statunitense, del febbraio di quest'anno, ha calcolato che siano stati più di 4000 i preti cattolici accusati di abusi negli ultimi cinquant'anni, per un totale di circa 11.00 denuncie da parte di minori (in gran parte maschi); ma secondo i legali delle vittime, la stima è largamente sottostimata.

Agi (mercoledì 7 luglio)


Martedì, 13 luglio 2004

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INERTE E INDIFFERENTE, IL VESCOVO DI

 AGRIGENTO NON DENUNCIA IL PRETE

 CHE ABUSA.

INTERVISTA

ADISTA N°53 del 17 luglio 2004

32423. AGRIGENTO-ADISTA. Un vescovo viene informato di abusi sessuali commessi da un sacerdote ai danni di un seminarista e non prende alcun provvedimento. Dirà, poi, che la questione non lo riguardava. I drammatici fatti non avvengono nell'ennesima diocesi statunitense, dove il "bubbone" è esploso ormai da anni, grazie anche al coraggio delle vittime e alla dismissione dell'atteggiamento omertoso di persone coinvolte e dei vertici ecclesiastici. Il vescovo in questione è italiano: si tratta di mons. Carmelo Ferraro, che era alla guida della diocesi di Agrigento all'epoca dei fatti e lo è anche adesso.

Il sacerdote, don Bruno Puleo, ha patteggiato la pena il 7 luglio: gli sono stati inflitti 2 anni e 6 mesi di reclusione (è stato un secondo patteggiamento fra le parti: il primo era per una pena di due anni, che era stata giudicata insufficiente dal gip Luigi Patronaggio). Ha preferito il patteggiamento al processo, che avrebbe molto probabilmente aggravato la sua posizione. Il patteggiamento infatti ha riguardato una sola vittima. Le indagini, condotte dal pm Caterina Sallusti, avevano però riscontrato abusi nei confronti di altri sette ragazzi, sei dei quali dello stesso seminario (quello arcivescovile di Agrigento che si trova a Favara) dove don Puleo, inizialmente diacono, era stato assistente per un periodo che si è concluso nel 1995. Attualmente don Puleo è parroco a Sant'Anna, una piccola frazione nei dintorni di Agrigento.

Marco Marchese, la vittima che ha sporto denuncia, ha subìto abusi nel seminario arcivescovile di Agrigento a partire dall'età di 12 anni. Oggi ne ha 22, ha lasciato il seminario nel 2000 e, a vicenda giudiziaria conclusa, ci tiene a sottolineare che non era il carcere per il suo "carnefice" lo scopo della sua azione, ma l'emersione di un fenomeno che causa sofferenza indicibile a tanti bambini, con la speranza inoltre che la Chiesa abbia il coraggio di mettersi dalla parte degli offesi. March ese si era deciso a presentare un esposto dopo aver constatato che né il rettore del seminario, don Gaetano Montana, né il vescovo Ferraro - ai quali aveva raccontato tutto - avevano preso provvedimenti per fermare don Puleo.

Il giorno dopo il patteggiamento, Marco ha inviato al vescovo una lettera molto severa e accorata. "Scrivo proprio a lei che - recita l'apertura della lettera - una sera di novembre del 2000 ha ascoltato, quasi con indifferenza, il mio racconto (... ). Scrivo a lei perché sono addolorato e profondamente amareggiato dal suo silenzio", amareggiato "per questa povera Chiesa che si ritrova ad essere guidata da una persona che non ha saputo dirigere il gregge affidatogli, soprattutto i piccoli e gli indifesi". Ne riportiamo il testo integrale nel numero di Adista-documenti allegato.

Ma Marchese non intende fermarsi a questo: intende procedere in sede civile contro quanti - sicuramente il rettore e il vescovo - hanno omesso di prendere provvedimenti contro don Puleo, malgrado, avendone l'autorità, fosse per loro un obbligo intervenire.

In ambito ecclesiale, non esiste nel Diritto Canonico un canone riguardante eventuali pene da comminare a chi non denuncia un reato avendone conoscenza. Ma è anche vero che il card. Bernard Law ha subìto così forti pressioni (anche dalla Santa Sede?) proprio per aver "coperto" i preti pedofili della sua diocesi da vedersi costretto, nel dicembre del 2002, a dimettersi da vescovo di Boston. Il Diritto Canonico lascia peraltro molta autonomia di gestione ai vescovi che si trovino di fronte a reati dei loro sacerdoti. Anche se per costoro ci sono canoni precisi. In particolare, per i delitti contro il sesto comandamento, commessi "con violenza, o minacce, o pubblicamente, o con un minore al di sotto dei 16 anni", il canone 1395, al paragrafo 2, prevede "giuste pene, non esclusa la dimissione dallo stato clericale". Ma non è stato applicato finora contro don Puleo, il quale è stato solo spostato dalla parrocchia, popolo! sa e ric ca di bambini, di Palma di Montechiaro a quella ben più piccola di Sant'Anna, piccolo borgo nella provincia di Agrigento. Spostamento avvenuto però nel 2002: l'esposto di Marco Marchese contro don Puleo è della primavera del 2001. Il vescovo non poteva non esserne a conoscenza.

Tutta la vicenda è ricostruita qui di seguito nell'intervista che abbiamo realizzato con Marco Marchese.

Come comincia la tua storia?

Sono entrato nel seminario minore nel 1994 perché la mia vocazione era di diventare sacerdote. Avevo 12 anni, frequentavo la seconda media. Avevamo come assistente don Puleo, che allora era diacono. Lui aveva per me molte attenzioni, mi faceva anche dei regali. Poi, ai primi di dicembre, mi fece accomodare nella sua stanza e successe il tutto.

La cosa si ripeté?

Sì, soprattutto nei giorni di pioggia, perché altrimenti preferivo giocare a calcio e non andavo a riposare con lui.

Nessuno faceva caso al fatto che andassi a riposare con lui?

Penso di no, perché capitava che noi ragazzi trascorressimo del tempo in camera sua a chiacchierare. Poi si trattava delle prime ore del pomeriggio, ognuno stava per conto proprio. Questa cosa è durata fino a quando lui, l'anno successivo, è diventato sacerdote e ha lasciato il seminario minore. Il nostro rapporto però è continuato. Lui è diventato il mio padrino di cresima. Io andavo a trovarlo, o in parrocchia o in casa sua.


Lui continuava con le sue attenzioni verso di te?

Sì.

Non riuscivi ad opporti?

La prima volta rimasi perplesso. Era ovviamente la mia prima esperienza sessuale, precocissima e sbagliata. Lui mi diceva che era solo una questione di amicizia, che la nostra era un'amicizia particolare, mi diceva di non parlarne con nessuno perché avrei suscitato delle gelosie, che era normale il nostro comportamento, che era giusto. Io gli credevo. E mi sono affezionato ! a lui. A nche se cominciai subito a star male: mi fu diagnosticata una colite nervosa che mi portai dietro per un bel po'.

Quando hai capito che il vostro rapporto era sbagliato?

Quando sono andato al liceo, una scuola pubblica, perché nel seminario maggiore non esisteva una scuola superiore, e sono entrato in contatto con altri ragazzi e con le ragazze. Allora avevo minori possibilità di passare del tempo con don Puleo, perché ero impegnato in varie attività comunitarie. Succedeva quando lui chiedeva al rettore del seminario, don Gaetano Montana, che mi inviasse nella sua parrocchia, in occasione delle cosiddette giornate per il seminario in cui si fa raccolta di fondi per le istituzioni di formazione sacerdotale, perché altrimenti non ci vedevamo mai. Sicché andavo nella chiesa dove celebrava.

Fino a che età hai dunque mantenuto il rapporto con don Puleo?

Fin verso i 16 anni, perché a quel punto le nostre strade si sono divise: io non volevo più incontrarlo, e anche lui non faceva pressione per vedermi perché, a quanto ho capito dopo, aveva altri ragazzi sotto mano. E in effetti sono venuti fuori i nomi di altri ragazzi vittime delle stesse attenzioni morbose da parte sua.

Ragazzi del tuo stesso seminario?

Sei sì. Del settimo non so nulla di preciso.

In tutti questi anni non ti sei confidato con nessuno?

Mai. Fino a quando uno degli assistenti che mi accompagnavano a Palermo per una delle tante visite a motivo della colite, e che aveva sentito di strani episodi che accadevano in seminario, riuscì a farmi parlare e mi consigliò di parlare subito con il vice-rettore. A me non interessava fare del male a quell'uomo, ma fare in modo che nessun altro ragazzo dovesse più soffrire quello che io avevo sofferto.

E andasti dal vice-rettore?

Sì, il giorno dopo. Mi assicurò che avrebbe parlato con il rettore, che dovevo stare tranquillo, che avrei dovuto pensare agli studi e basta. Non ho! avuto n essun tipo di riscontro. Durante un ritiro spirituale parlai anche con il rettore che mi disse che era stato messo al corrente della mia situazione dal vice-rettore e che avrebbe parlato con il vescovo, monsignor Carmelo Ferraro, tuttora in carica. Io mi fidai. Inoltre, se mi capitava di incontrare don Puleo, erano sempre incontri pubblici, ritiri spirituali, ci si salutava normalmente come se i nostri rapporti in passato fossero stati normali e basta. Nel giugno del 2000 lasciai il seminario.

Quali furono i tuoi passi successivi?

Continuavo ad aspettarmi qualche riscontro alla mia denuncia. Invece non succedeva niente. Allora chiesi un incontro con il vescovo che mi ricevette subito. Stranamente, perché quando eravamo in seminario, se gli chiedevamo udienza, dovevamo attendere a lungo. Il vescovo mi ascoltò e cadde dalle nuvole. Disse che nessuno mai l'aveva informato di quanto era avvenuto. Io gli confidai la mia paura che don Puleo potesse continuare a fare del male ad altri ragazzi. Aggiunsi anche che il sacerdote andava aiutato perché la pedofilia è una malattia. "Cerchi di fare qualcosa", insistetti, "lei è il padre spirituale di tutti i sacerdoti". Era anche la massima autorità cui io potessi rivolgermi. Il vescovo mi assicurò che ci avrebbe pensato lui e che dovevo stare tranquillo. Mi licenziò regalandomi un libro. Da allora non ho avuto più notizie dal vescovo, non ho più avuto a che fare con lui. Invece il giorno successivo ebbi notizie da don Puleo, perché si precipitò a casa mia e mi rimproverò aspramente perché gli avevo fatto perdere la fiducia del vescovo.
Dunque il vescovo, in seguito al colloquio con te, l'aveva chiamato?

Sì. Mi disse che il vescovo lo aveva mandato a chiedermi scusa se mi aveva provocato dei turbamenti.

Come si è arrivati alla denuncia davanti all'autorità giudiziaria?

Qualche giorno dopo parlai con il mio parroco, don Giuseppe Veneziano, che tra l'altro era stato suo retto! re quand o don Puleo era in seminario. Si meravigliò del mio racconto, sia perché don Puleo era stimato in diocesi, sia perché il vescovo non gliene aveva fatto parola. Successivamente mi chiamò per dirmi che aveva parlato col vescovo. "Questa storia con don Puleo è acqua passata, ormai sono anni che è successa, tu stai tranquillo, fatti la tua vita, chiudiamola qui". Intanto però don Puleo continuava a fare il parroco. Era nella parrocchia del Villaggio Giordano, a Palma di Montechiaro.

Neanche un'ammonizione al prete?

Non so che dire. Però, a seguito di non so quali vicende, due anni fa, è stato spostato e gli è stata affidata un'altra parrocchia: non è più a Palma di Montechiaro ma in un piccolo paesino nei dintorni di Agrigento, Sant'Anna.

A causa di altre vicende di pedofilia?

Beh, tre di questi ragazzi sono di Palma di Montechiaro. Qualcuno avrà saputo qualcosa... Ma non posso dirlo con certezza.

Don Gaetano Montana è ancora al suo posto?

Sì, continua a fare il rettore del seminario arcivescovile. Mi chiedo come sia possibile. Altri ragazzi possono passare le stesse mie disavventure e nessuno li difenderà. Dico questo perché, riguardo a don Gaetano, devo aggiungere una cosa. Non avendo raggiunto alcun risultato con i miei colloqui, ho parlato con i miei genitori, i quali hanno contattato un avvocato. Questi, prima di fare l'esposto alla magistratura (presentato poi nella primavera del 2001), ha voluto incontrare il vescovo per capire come mai la massima autorità non avesse preso alcun provvedimento. Il vescovo rispose che lui era super partes, che bisognava prendersela con il prete e che comunque il polverone che sarebbe seguito allo scandalo non conveniva a nessuno.

Dopo la presentazione dell'esposto cos'è successo?

Parlai con il Sostituto Procuratore che chiamò tutte le persone che io avevo citato.

Facesti anche il nome del vescovo fra le persone informate dei fatti?

Sì, e furono chiamate. Ma non so se fu chiamato anche il vescovo. Fui messo a confronto con il parroco, don Giuseppe Veneziano, e con il rettore, don Gaetano Montana. Il parroco inizialmente negò che gli avevo parlato degli abusi subiti. Poi, caduto in contraddizione, si è trincerato dietro il segreto confessionale. Cosa che non sta in piedi: io non mi ero confidato con lui in confessione. Il rettore non negò, anche se disse che non ricordava bene quando gli avevo parlato della mia storia. Alla domanda: "come mai non parlò con il vescovo?", rispose che era preso da altre cose, c'era da ristrutturare il seminario, e siccome il ragazzo, cioè io, sembrava abbastanza tranquillo, tutta la faccenda si poteva rimandare. Lui parlò con il vescovo quando questi, in seguito al nostro colloquio, lo interpellò.

Qualche giorno fa, il 7 luglio, don Puleo è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione. Finisce qui o farai ulteriori mosse?

Intendo intentare una causa civile contro le persone che hanno un ruolo di responsabilità in situazioni del genere. Certamente il rettore del seminario, ma tanto più il vescovo, il quale, pur non avendo responsabilità penale, è civilmente - e moralmente - responsabile. Avrebbe dovuto prendere provvedimenti che non ha preso. A me non risulta che il vescovo sia mai stato interrogato: attendo di prendere visione di tutti gli atti processuali per averne conferma.

Un'altra cosa che intendo fare, ed è il motivo per cui all'università sto studiando psicologia, è aiutare le persone che subiscono abusi. Per la qual cosa ho già fondato un'associazione, che deve diventare uno sportello di ascolto



Martedì, 13 luglio 2004

Scandalo pedofilia in seminario, choc in

 Austria

di Paolo Valentino

Il direttore e il vice dell'istituto si sono dimessi. Sei anni fa il primate di Vienna costretto a lasciare per una vicenda di abusi
martedì 13 luglio 2004 tratto da il Corriere della Sera. Una nota di Giovanni Felice Mapelli.


Nella foto i protagonisti dello scandalo pornografia nel seminario austriaco: mons Kurt Krenn, vescovo di Saint Poelten e mons Capellari

Nella foto i protagonisti dello scandalo pornografia nel seminario austriaco: mons Kurt Krenn, vescovo di Saint Poelten e mons Capellari
Inchiesta su 40 mila foto e filmati trovati nella biblioteca della più conservatrice scuola cattolica per sacerdoti
In apparenza è un seminario. Anzi, il più tradizionalista e ultraconservatore dei seminari cattolici in Austria, luogo di religiosa purezza, preghiera e pio magistero alla cura delle anime, dove volentieri l'anziano arcivescovo Kurt Krenn predicava, bollando con parole di fuoco i rei contro natura.
In realtà, quello della diocesi di Sankt Pölten, ottanta chilometri a Ovest di Vienna, è stato in questi anni un antro di orchi pedofili, teatro di perversioni peccaminose, una Sodoma asburgica dove preposti e seminaristi indulgevano spesso e volentieri in orge omosessuali, giochi erotici e notti scandite da alcol e sesso, al posto delle orazioni. Qualcuno parla anche di parodie naziste e cerimonie ufficialmente esecrate dal Vaticano, come la celebrazione di un finto matrimonio gay, fra due aspiranti preti, officiato dal direttore, inutile precisare tutti in costume adamitico.

C'è ancora del marcio nella Chiesa austriaca. A sei anni dallo scandalo del cardinale Hans Hermann Groer, l'ex primate, morto nel 2003, che era stato riconosciuto colpevole di aver sessualmente abusato di giovani religiosi, una nuova, devastante scoperta scuote le fondamenta del cattolicesimo viennese.

Non più sospetti o bugie di "querulanti ubriachi", come aveva fin qui sostenuto monsignor Krenn, capo della diocesi incriminata, quando il tema era più volte venuto a galla in passato. Ma un'incredibile documentazione fotografica, scoperta un anno fa nei computer della biblioteca del seminario e ora al vaglio delle autorità di polizia, in attesa della formale apertura di un'inchiesta criminale da parte della magistratura. Almeno 40 mila istantanee e una quantità imprecisata di filmati pornografici, che illustrano con precisione e ricchezza di dettagli gli esercizi, non esattamente spirituali, di Sankt Pölten. Alcune di queste ! comprend erebbero atti sessuali dei preposti con minorenni.

A svelare lo scandalo, il settimanale Profil che nell'edizione in edicola ieri ha pubblicato alcune delle foto, dove i religiosi e i loro allievi vengono immortalati mentre si baciano appassionatamente sulla bocca. Secondo il periodico, l'inchiesta è partita, dopo che diverse immagini e film girati a Sankt Pölten erano apparsi su un sito a luci rosse polacco.

Il direttore del seminario, Ulrich Küchl e il suo vice, Wolfgang Rothe, si sono dimessi, pur protestando la loro innocenza. Su di loro pende l'accusa di pedofilia. La diocesi si è schierata a quadrato in loro difesa. Monsignor Krenn, soprattutto, ha definito gli addebiti infondati, liquidando addirittura le foto, che ha ammesso di aver visto, come "ragazzate".

Fortunatamente, i vertici della Chiesa viennese sono di ben altro parere. "Tutto ciò che ha a che fare con la pratica dell'omosessualità, non può trovare spazio in un seminario per preti", recita un comunicato della Conferenza episcopale austriaca, che ha anche annunciato l'avvio di una indagine interna, al termine della quale non è difficile prevedere le dimissioni di Krenn, 68 anni, da vescovo di Sankt Pölten.

E in questo senso si sono già levate diverse voci dall'interno del mondo cattolico: "Krenn è il vero responsabile e deve rispondere di tutto questo davanti alla Chiesa e a Dio". ha detto Martin Walchhofer, il prelato che supervisiona tutti i seminari austriaci. Anche la politica è intervenuta. "Collezionare materiale pornografico, che coinvolge bambini, non può essere liquidato come una ragazzata", ha dichiarato Thomas Huber, leader dei Verdi. Un portavoce dell'opposizione socialdemocratica, Hannes Jarolim, ha chiesto al ministero dell'Interno di indagare per favoreggiamento nei confronti dello stesso arcivescovo e aprire una procedura formale.

Secondo Profil una foto documenterebbe la celebrazione del matrimonio gay da parte del rever! endo K Cchl. Il resto del materiale, con le parole del procuratore Walter Nemec, "mostra i seminaristi in situazione perverse con i loro superiori".

Un seminarista di Sankt Pölten, citato dal settimanale, afferma che "tutti sapevano cosa succedesse da noi, non era possibile ignorarlo, ma nella Chiesa domina un silenzio di piombo, quando si tratta di temi tabù, semplicemente non sappiamo in che modo affrontare correttamente il problema". Quelli che avevano provato a parlarne direttamente con i due superiori o con Krenn, sono stati subito identificati da loro come nemici e isolati.

Anche la polizia, afferma Profil avrebbe trovato all'inizio grosse difficoltà a rompere il muro dell'omertà di Sankt Pölten, dopo la scoperta del materiale e le prime denunce inviate via email da alcuni seminaristi.

Paolo Valentino
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Un commento di Giovanni F. Mapelli:

Non condivido il tono e l'equiparazione che l'articolo fa tra omosessualità perversione
e l'equiparazione con pedofilia: c'è una CONFUSIONE GENERALE DI CHE SI PARLA?
Anche tra preti consenzienti non è definibile come perversione! (dov'è il rispetto per l'intimità delle persone...?).
IL TABU'DELLA GERARCHIA FOMENTA QUESTE VISIONI MORBOSE SUI GIORNALI LAICI. Vogliono processare i sentimenti? (se non c'è abuso ovviamente)
PER ME E'UN PROCESSO STAMPA, UNA CAMPAGNA DIFFAMATORIA IN GRANDE STILE CONTRO L'OMOSESSUALITA'(nascosta) del CLERO.


Mercoledì, 14 luglio 2004

Pedofilia nella Chiesa Cattolica Italiana


Eccellenza, lei sapeva e taceva.

di Marco Marchese
(ex seminarista del seminario di Agrigento)

Ragazzo abusato in seminario scrive al vescovo di Agrigento.
Da ADISTA n. 54 del 17-7-2004

DOC-1539. AGRIGENTO-ADISTA. Un prete abusa di lui, dodicenne, sessualmente. Nel seminario arcivescovile di Agrigento che si trova nella vicinissima Favara. Per quattro anni. Prende coraggio Marco Marchese e racconta le sue sofferenze al vescovo, mons. Carmelo Ferraro di Agrigento. Vuole che nessun altro bambino o ragazzo debba patire quello che lui ha patito. Quel prete, don Bruno Puleo, è malato, sostiene Marco; lo faccia curare, chiede al vescovo, perché non possa più fare del male. Lo tranquillizza il vescovo: "ci penso io". Ma l'unica cosa che fa è 'obbligare'il reo a chiedere scusa all'offeso. E nulla più. Altri sette ragazzi, si viene a sapere poi, hanno subìto le attenzioni e le carezze morbose di don Puleo.
Raccontiamo tutta la vicenda nel numero blu allegato, in un'intervista a Marco Marchese. Qui di seguito, invece, la lettera che Marco ha inviato l'8 luglio al vescovo Ferraro.


Scrivo a lei, Eccellenza reverendissima monsignor Carmelo Ferraro, arcivescovo metropolita della Chiesa Agrigentina.
Scrivo proprio a lei che, una sera di novembre del 2000, ha ascoltato, quasi con indifferenza, il mio racconto. Forse lei non immagina nemmeno quanto mi sia costato, in quell'occasione, rivivere i momenti più brutti della mia vita.
Ma a lei che importa?
Scrivo a lei perché sono addolorato e profondamente amareggiato dal suo silenzio. Non per lei, di cui m'importa ben poco, ma per questa povera Chiesa, che si ritrova ad essere guidata da una persona che non ha saputo dirigere il gregge affidatogli, soprattutto i piccoli e gli indifesi.
Monsignor Wilton Gregory, presidente dei vescovi americani ha detto (la Repubblica, 21 febbraio 2002): "Ciò che abbiamo fatto o non abbiamo fatto ha contribuito all'abuso sessuale di bambini e giovani da parte del clero e di persone all'interno della Chiesa". Forse si starà chiedendo cosa ha a che fare tutto ciò con lei, si chiederà cosa ha fatto o non ha fatto ed io le voglio subito venire in aiuto. Lei era tenuto come tutti i vescovi diocesani ad informare tempestivamente la Congregazione Vaticana per la Dottrina della Fede delle eventuali accuse di pedofilia contro sacerdoti cattolici. Non sono io a dirlo, ma due documenti tratti dagli Acta Apostolicae Sedis, gazzetta ufficiale della Santa Sede, secondo cui i presuli debbono svolgere indagini nel caso vi sia anche solo il sospetto di pedofilia nei confronti di preti! Lei cosa ha fatto? Mi chiedo: perché lei, venuto a conoscenza di fatti sì gravi non ha preso alcun provvedimento seguendo il monito della Santa Sede? Cosa voleva che accadesse? Che io ritrattassi? Voleva forse recuperare il colpevole? E come? Facendo finta di niente? Lasciando il prete al suo posto, in mezzo alla gente, ai giovani e ai bambini per oltre un anno e mezzo? O voleva forse salvare l'onorabilità dell'istituzione? La piaga all'interno della Chiesa aumenta sempre più, nonostante la Chiesa abbia elaborato strumenti d'intervento a livello locale e universale senza riuscire a utilizzarli! E lo sa perché? Perché chi dovrebbe farlo tace, per paura o meno, si nasconde dietro al silenzio, portando ad una rovina ancora più grande e sono sicuro che se non avessi denunciato il fatto alla Procura, lei se ne starebbe ancora con le mani in mano.
Mi chiedo, però, come mai, in occasione dell'attentato alla chiesa madre di Favara, in particolare per l'incendio del portone principale, lei (Il Giornale di Sicilia, maggio 2000, cronaca di Agrigento) definì il silenzio di chi sapeva come connivenza. E il suo silenzio attorno alla mia vicenda? Come bisogna definirlo? E mi viene da pensare che altre vicende simili alla mia siano state taciute, sotterrate nel silenzio! E chissà quante! Cosa sarebbe stato se non avessi raccontato a nessuno quanto successomi all'età di dodici anni in seminario a Favara? Glielo dico io: avrei continuato a soffrire in silenzio senza però l'amara delusione di vedere le persone che mi hanno ascoltato rimanere con le mani in mano; non avrei richiamato alla mente una vicenda che per me andava cancellata, che per me era troppo pesante. Non avrei avuto la grande delusione di aver accanto persone ipocrite, conniventi e mi fermo qui.
Si ricorda quando nella stessa occasione del portone bruciato ha decretato un anno di preghiera in riparazione del sacrilegio compiuto? Un anno di preghiera, un rosario perpetuo, recitato ventiquattro ore su ventiquattro, perché "tutti siamo responsabili di tutti", così si leggeva sul giornale.
Le chiedo allora: quanto bisogna pregare per una infanzia bruciata, per un cuore che per sei anni non ha smesso di piangere in silenzio? Bruciare l'infanzia di un ragazzo non è più di un sacrilegio? E quanti rosari perpetui bisogna recitare per i mangia-bambini? E per quelle persone che pur sapendo, compreso lei, hanno fatto finta di niente? Non le viene in mente, al riguardo, la parabola del buon samaritano e soprattutto quelle persone, sacerdote e levita, che vedendo passarono oltre? Lei chi si sente di essere tra queste persone? Forse il buon samaritano? Ad essere sincero non mi importa nulla di quello che si sente. Mi importa dei bambini! Le ho raccontato di me, rivivendo per l'ennesima volta quello che lei, evidentemente, non può capire, quello che non ho mai saputo dimenticare e le chiedo: cosa ha fatto? Mi risuonano ancora le parole da lei pronunciate in occasione dell'abbattimento di alcune abitazioni abusive presso la Valle dei Templi: "Il Vangelo è passione d'amore per la verità. Quando è la dignità di un popolo ad essere compromessa, allora non posso tacere" (Il Giornale di Sicilia, 2 febbraio 2000, cronaca di Agrigento). Sicuramente tra i suoi tanti impegni ad alzare la voce in difesa dei deboli e in difesa della verità, non ha potuto leggere bene la lettera inviata dal santo Padre ai sacerdoti il giovedì santo, laddove affermava la vicinanza a coloro che hanno dovuto subire le conseguenze dei peccati dovuti al tradimento di preti ai loro voti e lo sforzo di rispondere secondo verità e giustizia ad ogni penosa situazione.
Ricordi bene che la dignità umana e la sacralità dei bambini vengono prima di ogni cosa! È questo cui la Chiesa mi ha insegnato a credere, ma evidentemente crediamo o abbiamo conosciuto un Dio diverso. Sì, perché se lei credesse nello stesso mio Dio, Padre, che ama e consola gli afflitti, Figlio, che si fa voce degli ultimi e dei più deboli, e Spirito Santo, che infonde forza e coraggio per sostenere la verità e la giustizia, ne avrebbe lo stesso timore che ne ho io! Avrebbe timore di questo Dio che dice: "Chiunque scandalizza uno solo di questi più piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo un macina d'asino e fosse gettato negli abissi del mare"; "chi accoglie anche uno solo di questi più piccoli in nome mio, accoglie me"; "i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre" (e gridano vendetta agli occhi di Dio). Ne parla tanto il Vangelo che lei instancabilmente annuncia, ma evidentemente del Vangelo si ricorda solo quello che fa più comodo!
Sono convinto che per fare certe scelte e affrontare certi problemi che magari comportano dei rischi per la propria immagine o la mettono in gioco, ci vuole molto coraggio. Penso altresì che, per chi ha un po'di coscienza e di fede, ci vorrà molto più coraggio nel presentarsi dinanzi a Dio che, preti o meno, ci chiederà conto di tutto. Dov'è la sua coscienza? Forse non faccio parte anche io come tanti altri ragazzi (i cui pianti, le cui sofferenze le dovranno pesare) del gregge che è affidato proprio a lei da Dio e dalla Chiesa? Non è lei che se ne deve prendere cura e non è a lei che Dio ne chiederà conto? Forse lei è immune al giudizio di Dio e degli uomini?
Tra le poche persone che mi hanno sostenuto nella mia vicenda vi è il Santo Padre che continua a darmi speranza. Egli che ha rifiutato categoricamente gli infingimenti, le omertà, le complicità. Il papa non ha taciuto!
Mi ritornano alla mente le parole del cardinale Ersilio Tonini secondo cui è meglio avere dieci sacerdoti in meno che averne uno sbagliato. La pedofilia e l'omosessualità vanno affrontati tempestivamente e con fermezza! (Jesus, luglio 2002). Disse altresì che i rettori dei seminari e i direttori spirituali non possono permettersi di lasciar correre!
Non è a lei che la Chiesa chiede e impone di accertare l'integrità dei seminaristi e di quanti si accostano all'ordine sacro? Non è lei che ha ordinato quel giovane prete? Non è stato lei a decidere quali giovani seminaristi dovevano essere assistenti dei ragazzi del seminario di Favara?
Lo sa perché le ho raccontato di me quella sera di novembre? Perché credevo in lei, credevo che lei, quale pastore di questo gregge e difensore dei più piccoli e più deboli, avrebbe ascoltato il mio grido e avrebbe impedito altre "carneficine" di bambini e di sogni!
Concludo, Eccellenza, rinnovando la mia fiducia nella Chiesa di Cristo e a sua Santità Giovanni Paolo II che, rivolto ai giovani riuniti a Toronto, ha avuto il coraggio, ancora una volta, di dire: "Mi vergogno per i preti pedofili e per chi ha coperto con il silenzio questi abomini".
Possano queste parole risvegliare la sua coscienza, assopita in un torpore durato troppo a lungo.
Marco Marchese
(ex seminarista del seminario di Agrigento)


Mercoledì, 14 luglio 2004

Pedofilia in Austria: denunciato novizio

 polacco

AGI On-line

PEDOFILIA, IN AUSTRIA DENUNCIATO NOVIZIO POLACCO
(AGI) - Vienna, 19 lug. - L'inchiesta sullo scandalo a sfondo sessuale scoppiato nel seminario cattolico di Sankt Poelten, a ovest di Vienna, ha portato all'incriminazione di un novizio polacco ventisettenne per reati legati alla pedofilia.
 Dall'esame del suo computer personale e'risultato che si era collegato a siti pedofili. Anche dal computer centrale del seminario e'stato scaricato materiale pedofilo, ma gli inquirenti non sono stati in grado di determinare responsabilita'individuali perche'tutti i seminaristi usavano la stessa parola d'accesso. Essi hanno escluso, tuttavia, che il novizio polacco abbia visionato il materiale pedofilo del computer centrale. In relazione al contenuto dei due computer, in una nota la procura parla di "rappresentazioni pornografiche di minori e di pornografia cosiddetta violenta".
 Gli inquirenti hanno disposto il sequestro di otto computer personali e del computer centrale del seminario di Sankt Poelten su richiesta della direzione dopo che, a fine 2003, un tecnico che aveva esaminato il computer centrale per eliminare un problema legato a un virus aveva scoperto che era stato scaricato materiale pedofilo. Questa inchiesta, unita allo scandalo provocato dalle pubblicazione di foto sullo scambio di effusione fra sacerdoti e novizi ha avuto vasta eco fra i cattolici austriaci e determinato richieste di dimissioni per il titolare della diocesi di Sankt Poeltern, monsignor Kurt Krenn.
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191545 LUG 04



AUSTRIA/ SCANDALO SESSUALE SEMINARIO, INCRIMINATO UNO STUDENTE
Si tratta di un seminarista polacco di 27 anni
lunedì 19 luglio 2004 di APC


Un seminarista polacco di 27 anni è stato incriminato per possesso e distribuzione di materiale pedo-pornografico. Lo ha reso noto oggi il magistrato austriaco, Walter Nemec. L'incriminazione è maturata nel corso delle indagini sullo scandalo scoppiato all'interno della Chiesa austriaca in seguito alla pubblicazione di migliaia di foto pedo-pornografiche scattate nel seminario di Saint Poelten, 80 chilometri circa a ovest di Vienna.

Il magistrato ha rilasciato una dichiarazione in cui si precisa che il seminarista polacco, la cui identità non è stata diffusa, ha scaricato "numerose" foto vietate da un sito web localizzato in Polonia.

Anche il cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel ha denunciato apertamente lo scandalo. Schuessel, che ha chiarito di non parlare in virtù del suo ruolo istituzionale ma come credente e cattolico, ha chiesto una spiegazione esauriente sulla vicenda.

Le autorità del posto hanno sequestrato alcuni computer nell'ambito delle indagini al seminario. Sono state trovate almeno 40mila immagini a sfondo sessuale, ma il vescovo Kurt Krenn, responsabile della diocesi, ha giudicato la vicenda "un po'esagerata e montata" nel corso di un'intervista trasmessa dalla tv austriaca. Secondo lui, si è trattato essenzialmente di uno "scherzo di cattivo gusto, una cosa da ragazzini".
Il vescovo di St. Poelten, che ha respinto la richiesta di dimissioni, ha sottolineato che non esiste "alcuna prova" di atti di omosessualità all'interno del seminario. Nemmeno una foto che mostra il vice-rettore che bacia appassionatamente un seminarista dimostrerebbe alcunché ("Era una festa di Natale, alla fine si sono dati il bacio natalizio, non ha niente a che fare con l'omosessualità" ha dichiarato il porporato).

Eppure il servizio di lunedì 12 luglio dell'autorevole settimanale austriaco Profil, basato anche scoperta di un numero imprecisato di video a sfondo erotico, sembrerebbe dimostrare il contrario. I vertici della Chiesa per la prima volta hanno scoperto il materiale un anno fa su un computer del seminario, ha precisato Profil. In esso figuravano numerose immagini di giovani preti e loro insegnanti che si baciavano e indulgevano in giochi sessuali e orge.

L'organo di stampa ha precisato che il direttore del seminario, il reverendo Ulrich Kuechl, ha già rassegnato le dimissioni e anche il suo vice, lfgang Rothe, le ha sottoposte al suo superiore. "Ho delle responsabilità e me le assumo" ha commentato il vescovo Krenn, ma "non avevo niente a che vedere con queste cose, anche se ovviamente sono di mia competenza". Il caso ha suscitato molto scalpore nel Paese a maggioranza cattolica, dove i vertici ecclesiastici stanno ancora tentando di superare le divisioni create dalle accuse di molestie nei confronti di studenti minorenni da parte del cardinale Hans Hermann Groer, costretto a rassegnare le dimissioni nel 1995 dall'arcidiocesi di Vienna.


Martedì, 20 luglio 2004

Scandalo pedofilia in Austria


Nominato dal Vaticano un visitatore

 apostolico

Di seguito la notizia così come è stata riportata dall'agenzia della CEI SIR e dal sito Tamles.

articolo tratto da TAMLES
Un vescovo ultraconservatore che dichiara un bacio sulla bocca una forma di gioia natalizia... speriamo che riconosca la stessa gioia natalizia in tutte le coppie omosessuali, sarebbe una bella estensione del concetto!

IL CASO - Lo scandalo in un seminario

L´invio da Roma del visitatore apostolico è un atto rarissimo

MARCO POLITI
CITTA´ DEL VATICANO - Un altro colpo per papa Wojtyla. Dopo la serie infinita dei processi per pedofilia nelle diocesi Usa, sono arrivate fino in Vaticano le ondate fangose dello scandalo del seminario austriaco di Sankt Poelten, in Austria, dove gli inquirenti hanno trovato materiale pornografico in quantità industriali mentre sui giornali sono finite le foto del rettore Ulrich Kuechl (dimessosi il 5 luglio) e del vicerettore Wolfgang Rothe, ritratti in atteggiamenti "inequivocabili" ognuno con un seminarista diverso.
Ad aumentare la vergogna sono state le prime dichiarazioni del vescovo di Sankt Poelten, monsignor Kurt Krenn - un ultraconservatore che si è sempre proclamato fedele del pontefice ad oltranza - che aveva definito alla tv austriaca tutta la vicenda "esagerata e montata", sostenendo che il bacio in bocca del vicerettore Rothe con un allievo (foto pubblicata dal settimanale "Profil") andava considerato solo un momento di gioia natalizia. "Era una festa di Natale - ha detto testualmente monsignor Krenn - e alla fine si sono dati un bacio. Non ha niente a che fare con l´omosessualità".
Papa Wojtyla sembra meno tranquillo. Ieri ha inviato ufficialmente nella diocesi un "visitatore apostolico", l´equivalente di un commissario straordinario, con l´incarico di indagare particolarmente sul seminario, la diffusione di materiale pedo-pornografico (sono stati trovate quarantamila foto e parecchi video), relazioni erotiche ed eventuali abusi sessuali. Per la Chiesa austriaca lo scandalo è una disgrazia che segue di pochi anni l´altro scandalo a sfondo sessuale, che coinvolse negli anni Novanta l´arcivescovo di Vienna cardinale Hans Groer, poi dimessosi nel 1998 e morto ritirato nel 2003. Nei giorni scorsi il cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel aveva dichiarato pubblicamente: "In Austria Stato e Chiesa sono separati, per questo non ho alcun diritto di prendere posizione come cancelliere... ma come credente e cattolico voglio una spiegazione immediata e sincera".
L´invio di un "visitatore apostolico", cioè di un alto commissario-inquirente vaticano, è un atto rarissimo. La persona incaricata dal pontefice, mons. Klaus Kung, vescovo di Feldkirch, si è detto consapevole che si tratta di una responsabilità "delicata e difficile", ma ha sottolineato di voler "procedere in maniera approfondita e immediata per rafforzare la fiducia che i fedeli nutrono nei confronti della Chiesa e del Santo Padre".
La procura austriaca, dal canto suo, ha già iniziato a indagare. E´ stata annunciata l´incriminazione per possesso di materiale pedofilo e pornografico di un novizio polacco ventisettenne, che peraltro è già stato allontanato dal seminario. In stato di stallo sono invece le indagini su otto altri seminaristi, poiché per ora non è stato possibile scoprire - data la molteplicità di password di accesso - chi abbia effettivamente visionato siti pedofili e pornografici su un computer dove furono trovate scaricate migliaia di immagini porno. "Di questa vicenda - aveva dichiarato una settimana fa alla rivista "News" il vescovo Krenn - alla conferenza episcopale non deve importare un accidente". Più di quanto potesse tollerare il Vaticano.
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La notizia data dall'agenzia SIR del 20-7-2004

16:56 - ST. PÖLTEN, NOMINA DI MONS. KÜNG, CARD. SCHÖNBORN (VESCOVI AUSTRIA): "PASSO VERSO IL RISANAMENTO DELLA SITUAZIONE"
Il card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, ha definito oggi la nomina di mons. Klaus Küng, vescovo di Feldkirch, quale visitatore apostolico per la diocesi di St. Pölten, un "provvedimento "straordinario e raro". Il cardinale ha spiegato che il visitatore apostolico, responsabile solo dinanzi al Papa, ha il compito di "informarsi quanto più rapidamente circa tutti gli avvenimenti" a St. Pölten "e di assicurarsi che l'ordine della Chiesa universale venga rispettato e ripristinato all'interno della diocesi e in particolare anche nel seminario". Con questa nomina papale viene meno anche la commissione d'inchiesta istituita da mons. Krenn, vescovo di St. Pölten, poiché, ha aggiunto il cardinale, "in quanto visitatore apostolico per la diocesi, mons. Küng dispone di pieni poteri anche nei confronti del seminario". Schönborn ha comunicato che "tutte le decisioni importanti" e le "prese di posizione ufficiali" debbono essere concordate con il visitatore, che dispone di "ampi poteri" durante il periodo di carica. "Penso che ciò sia importante affinché possa lavorare in pace e con decisione", ha aggiunto. Schönborn ha definito il provvedimento della Santa Sede "un importante passo verso il risanamento della situazione". "Ormai sappiamo tutti, e percepiamo dolorosamente che un tale risanamento è necessario. Molte persone sono state irritate, deluse, rattristate o furibonde" da quanto avvenuto, ha osservato, pur sottolineando che la reazione della Chiesa austriaca e del Papa sia stata immediata. Il cardinale non ha fatto previsioni sulla durata della permanenza di mons. Küng a St. Pölten: "daremo il nostro sostegno a mons. Küng ed egli stesso troverà molto sostegno nella diocesi", ha dichiarato. Da parte sua, mons. Küng, ha annunciato che si "occuperà immediatamente del seminario". Il vescovo ha sottolineato di voler cercare il dialogo con i responsabili, "a partire dai vescovi e da tutti i responsabili della diocesi". "Interverrò certamente – ha affermato – laddove sia necessario per far sì che vengano esaminati tutti gli eventi e per far chiarezza su quanto accaduto e per decidere il da farsi".



Giovedì, 22 luglio 2004

Austria: forte aumento uscite dalla Chiesa

 cattolica



VIENNA - Chiesa cattolica in Austria soffre in questo momento una pesante emorragia di fedeli, come conseguenza degli scandali sollevati il mese scorso dai presunti rapporti omosessuali e dalle fotografie pedo-pornografiche nel seminario di St.Poelten, nel frattempo chiuso dal Vaticano.

Il quotidiano conservatore di Vienna "Die Presse" ha pubbicato oggi i primi dati ufficiali, relativi al periodo dopo la scoperta degli scandali, sui cittadini che sono andati in comune a farsi cancellare ufficialmente dalle liste della Chiesa cattolica: a Vienna a luglio le uscite sono state del 30% superiori allo stesso mese dello scorso anno.

A St.Poelten, dove aveva sede il "seminario a luci rosse", l'aumento è stato del 186% (in cifre, 80 fedeli si sono fatti cancellare a luglio 2004, rispetto a 28 del luglio 2003). Il fenomeno avrà poi conseguenze economiche in termini di quote della dichiarazione dei redditi, ma il risultato si vedrà il prossimo anno.

Da SWISSINFO


Mercoledì, 01 settembre 2004

PRETI PEDOFILI


Vaticano sapeva di scandalo St.Polten da anni

Lo sostengono alcuni testimoni in un documentario televisivo



di APC

Roma, 20 ago. (Apcom) - Nel documentario televisivo dedicato allo scandalo del seminario di St. Polten il network tedesco ARD ha intervistato alcuni testimoni, che sostengono all'unaminità una tesi molto scomoda: il vescovo Kurt Krenn (che aveva definito lo scandalo come innocui "giochi da ragazzi") e degli alti prelati erano a conoscenza delle abitudini del seminario, dei suoi festini omosessuali e delle foto proibite.

Intanto un servizio radiofonico del Suedwestrundfunk sostiene che anche il Vaticano sapesse delle attività omosessuali e questo da almeno due anni.

Nel documentario, che andrà in onda domenica sera, un ex-seminarista racconta per la prima volta le abitudini di St. Polten, ora chiuso dall'inviato del Papa che ha ritenuto obbligatorio un "nuovo inizio".

Un testimone interno sostiene che la morale all'interno del seminario fosse praticamente assente e che i preti avessero spesso rapporti sessuali con i seminaristi, definiti "carne fresca e giovane". "Quel posto era come una palude" racconta l'uomo. "E'molto triste", conclude il testimone, che è stato addirittura minacciato di morte, "che il Vaticano abbia reagito solamente dopo che i media avevano portato alla luce questa sordida situazione". Il Vaticano quindi, secondo le accuse di molti, avrebbe saputo dei sex party nel seminario, ma non avrebbe fatto nulla per contrastarli.
Già nel 1999 la Conferenza dei Vescovi tedesca aveva dovuto stilare un documento che regolasse i casi riguardanti i seminaristi gay; avevano concordato sul fatto che gli omosessuali potessero diventare preti, a patto di non ammetterlo mai in pubblico e di attenersi severamente alle regole del celibato. Era inoltre vietato frequentare "luoghi disdicevoli" quali bar e discoteche.
Secondo l'indagine del SWR su 27 diocesi tedesche, la maggior parte di esse si sarebbe attenute alle regole per scegliere i futuri preti.
Ma, come fa notare a SWR il novizio Stefan Kiechle, "la tentazione siede nella camera accanto".

Nel seminario di St. Polten furono ritrovate 40.000 foto pornografiche e svariati filmini, nei quali erano visibili anche dei bambini. Un giovane seminarista è stato condannato a 6 mesi di prigione a causa del possesso di materiale pedopornografico.
Mercoledì, 01 settembre 2004
AUSTRIA: CONDANNA SOFT PER IL
 SEMINARISTA CHE SCARICAVA FOTO
 PORNO DA INTERNEt
Da Agenzia Adista n° 61 dell'11 settembre 2004
32480. ST. PÖLTEN-ADISTA. Il capro espiatorio è saltato fuori. Il 27enne seminarista polacco Piotr Z., accusato nell'ambito dello scandalo che ha coinvolto il seminario di St. Pölten (v. Adista n. 55 e 57/04) di avere scaricato da Internet 1.700 fotografie pornografiche, tra le quali molte di carattere pedofilo, è stato già processato e condannato a sei mesi di reclusione con libertà condizionata. I giudici sono stati clementi: per questo reato è prevista una pena da uno a due anni di carcere.
Ma lui si è mostrato molto contrito: "Confesso di avere guardato le fotografie - ha ammesso - e me ne pento profondamente". Il pubblico ministero lo ha anche interrogato sui motivi di un tentato suicidio di qualche settimana fa: "È stato per il dolore, per il rimorso, per il senso di colpa. Mi sono sentito così abbandonato. Non è tanto per me, quanto per la vergogna che ho procurato alla mia famiglia".
Nel frattempo procede la visita apostolica di mons. Klaus Küng, incaricato dal papa il 21 luglio scorso di condurre indagini e ricerche sul caso, ma la conclusione è ancora lontana, ha affermato il segretario di Küng, Bernhard Augustin. Küng ha smentito intanto la notizia, diffusa dall'emittente televisiva ARD, secondo cui l'attività omosessuale all'interno del seminario (ci sono anche le foto del segretario di Krenn e vicerettore del seminario in ambiguo atteggiamento con il rettore) sarebbe stata nota al Vaticano e alla Conferenza episcopale austriaca già da un paio d'anni. Le prime "indicazioni significative", ha detto, risalgono al novembre 2003, quando nel corso della ricerca di un virus nel sistema informatico del seminario sono state scoperte immagini pornografiche. E mentre colloqui e ricerche vengono condotte nella massima riservatezza, la rivista ultracattolica Der 13. afferma di aver già raccolto più di 3.000 firme a sostegno del vescovo di St. Pölten Kürt Krenn. "Giustizia per Krenn!", recita il titolo dell'appello, che verrà inviato al papa.

Venerdì, 29 dicembre 2006
ALLA FINE L'ARCIVESCOVO DI AGRIGENTO, MONS. CARMELO FERRARO,
HA CEDUTO ALLE PRESSIONI DEI MEDIA
da IMG-Press - Il foglio elettronico: http://www.imgpress.it/index.asp "Il segno di Dio - ha spiegato il Papa - è il bambino nel suo bisogno di aiuto e nella sua povertà". "Egli si fa piccolo per noi", perché vuole toglierci la "paura della sua grandezza". "Egli chiede il nostro amore - ha ribadito Benedetto XVI - Nient'altro vuole da noi se non il nostro amore, mediante il quale impariamo spontaneamente ad entrare nei suoi sentimenti, nel suo pensiero e nella sua volontà". Ecco, Mons. Ferraro, queste parole sull'infanzia abusata, del Sommo Pontefice l'aiuteranno ad adottare la decisione migliore per il bene della Chiesa.
Alberto Giannino
Presidente Ass. culturale docenti cattolici
Venerdì, 29 dicembre 2006
Il dibattito sulla omelia del predicatore del Papa
Una medicina spirituale per gli abusi
 sessuali del clero
Lee Penn confuta la proposta del predicatore apostolico
(Traduzione dall'inglese e riduzione di Fausto Marinetti. Di seguito il testo originale) Ringraziamo il nostro carissimo amico Fausto Marinetti per averci inviato questa sua libera traduzione e riduzione di un articolo pubblicato negli USA in cui si discute della proposta del predicatore del Papa a proposito della pedofilia nella chiesa cattolica. Riprendiamo questo articolo per dimostrare come le questioni sollevate dallo stesso Fausto Marinetti sulla proposta del predicatore del Papa, siano molto più diffuse nella chiesa cattolica di quanto si voglia far credere.
Il testo originale è ripetitivo e per molti versi stucchevole e ciò ha spinto Fausto Marinetti a ridurre il testo tradotto all'essenziale. Riportiamo comunque di seguito il testo originale in inglese.
Premessa
Il predicatore personale del Papa propone una giornata di digiuno per solidarizzare con le vittime degli abusi sessuali da parte del clero (15.12.2006).
Padre Raniero Cantalamessa dice: "La Chiesa ha "pianto e sospirato" in tempi recenti per gli abomini commessi nel suo seno da alcuni dei suoi stessi ministri e pastori. Ha pagato un prezzo altissimo per questo. È corsa ai ripari, si è data regole ferree per impedire che gli abusi si ripetano. È venuto il momento, dopo l'emergenza, di fare la cosa più importante di tutte: piangere davanti a Dio, affliggersi come si affligge Dio; per l'offesa fatta al corpo di Cristo e lo scandalo recato "ai più piccoli dei suoi fratelli", più che per il danno e il disonore arrecato a noi".
Nonostante questo, il card. Bernard Law (allontanato dalla diocesi di Boston) resta al suo posto di onore e privilegio come Arciprete della Basilica di S. Maria Maggiore. Altri prelati continuano a coprire il delitto, mentre complici e colpevoli sfuggono alla giustizia civile. Quindi non siamo al "dopo emergenza", perché lo scandalo persiste.
"Un giorno che predicavo al clero di una diocesi che aveva molto sofferto per questa ragione, mi colpì un pensiero. Questi nostri fratelli sono stati spogliati di tutto, ministero, onore, libertà, e Dio solo sa con quanta effettiva responsabilità morale, nei singoli casi; sono diventati gli ultimi, i reietti... Se in questa situazione, toccati dalla grazia, si affliggono per il male causato, uniscono il loro pianto a quello della Chiesa, la beatitudine degli afflitti e di coloro che piangono diventa di colpo la loro beatitudine. Potrebbero essere vicini a Cristo che è l'amico degli ultimi, più di tanti altri, me compreso, ricchi della propria rispettabilità e forse portati, come i farisei, a giudicare chi sbaglia. C'è una cosa però che questi fratelli dovrebbero assolutamente evitare di fare e che qualcuno, purtroppo, sta cercando invece di fare: approfittare del clamore per trarre vantaggi anche dalla propria colpa, rilasciando interviste, scrivendo memoriali, nel tentativo di far ricadere la colpa sui superiori e sulla comunità ecclesiale. Questo rivelerebbe una durezza di cuore davvero pericolosa".
Come e quanto siamo lontani dal porre fine allo scandalo! Solo alcuni sono stati smascherati, ma molti hanno evitato la prigione grazie alle autorità ecclesiastiche. Le "gesta" dei pedofili non sono "errori" ma crimini. E mentre il predicatore li ammonisce di non strumentalizzarli con "memoriali" per fini speculativi, pare esortarli a non gettare la responsabilità "sui superiori e sulla comunità ecclesiale". Non sembra dire nulla ai prelati, che hanno amplificato il crimine con l'omertà e ci fa vedere, che ne negano ancora l'ampiezza e la gravità. Gli avvocati delle vittime replicano, che parole e gesti di contrizione devono essere accompagnati da azioni concrete.
Barbara Blaine, presidente dell'Associazione Survivor Network of those abused by Priests, sostiene che centinaia di prelati hanno favorito migliaia di preti pedofili. Quindi "Solo azioni decise possono tutelare i bambini, non atteggiamenti benevoli. Apprezzeremmo di più interventi papali, disciplinari, adeguati ed efficaci nei confronti dei vescovi". Per Mary Pat Fox, presidente di Voice of Faithful, le critiche sono un segno di speranza, in quanto i vertici Vaticani stanno comprendendo la gravità della cosa, ma dovrebbero andare oltre punendo i Vescovi che hanno protetto il clero colpevole.
Sono d'accordo: pie parole di pentimento sarebbero insignificanti senza cambiamenti profondi e atti riparatori. Solo con la giustizia le parole diventano efficaci. "L'uomo è giustificato dalle azioni, non dalle intenzioni" (Gc 2,24). Dio dice: "Io detesto, respingo le vostre feste e non gradisco le vostre riunioni, anche se voi mi offrite olocausti, io non gradisco i vostri doni, e le vittime grasse come pacificazione io non le guardo. Lontano da me il frastuono dei tuoi canti: il suono delle tue arpe non posso sentirlo! Piuttosto scorra come acqua il diritto e la giustizia come un torrente perenne" (Amos 5,21-24). "Smettete di presentare offerte inutili, l'incenso è un abominio per me; non posso sopportare noviluni, sabati, assemblee sacre delitto e solennità. I vostri noviluni e le vostre feste io detesto, sono per me un peso; sono stanco di sopportarli. Quando stendete le mani, io distolgo gli occhi da voi. Anche se moltiplicate le preghiere, io non ascolto. Le vostre mani grondano sangue. Lavatevi, purificatevi, togliete dalla mia vista il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano" (Isaia 1,13-17).
Proposte pratiche
Per pentirsi efficacemente bisogna sostituire alle parole i fatti. Per esempio:
1 Confinare il card. B. Law in monastero per fare penitenza, togliergli cappello cardinalizio e le sue onorificenze;
2 Lo stesso valga per i prelati che hanno favorito o fiancheggiato i preti pedofili;
3 Direttive papali affinché i molestatori si costituiscano all'autorità civile;
4 Sopprimere gli ordini religiosi nei quali si verificano abusi sessuali;
5 Sopprimere i seminari in cui si manifestino tali situazioni;
6 Processare p. Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, e, se colpevole, pubblicare verdetto, motivi e pena canonica, affinché i suoi seguaci non possano più dire di essere stati perseguitati ingiustamente;
7 Investigare i movimenti ecclesiali, Opus Dei compresa, per verificare se si riscontrano abusi sessuali fisici o morali;
8 Pubblicare i nomi dei colpevoli e dei complici (compresi i defunti) alleggerirebbe la discriminazione e vergogna delle vittime e le aiuterebbe a ricostruirsi una vita;
9 I colpevoli dovrebbero laicizzarsi spontaneamente e sollecitare le vittime ad uscire dall'anonimato;
10 Preti e religiosi rinuncino a dispendiose difese legali e a pressioni sui parenti delle vittime, affinché ammettano una presunta corresponsabilità delle stesse. La varie strategie difensive non riescono a dimostrare, che le vittime avrebbero gradito di essere abusate da una organizzazione, che afferma di essere il "Corpo di Cristo in terra". Non solo avvocati e compagnie assicurative ma anche i prelati sono responsabili di ciò che succede in tribunale.
11 Preti e religiosi smettano di opporsi a nuove forme di protezione legale per ridurre la gravità del delitto;
12 Investigare lo stile di vita del clero e dei religiosi con particolare attenzione ad episodi di omosessualità in occidente e di relazioni eterosessuali o di concubinato nel terzo mondo. Si può liberalizzare il matrimonio dei preti senza cambiare i dogmi. Ma quando la gerarchia occulta relazioni di lunga data di un clero supposto celibe, si fa complice di un'ampia ipocrisia e potrebbe contribuire ad accrescere il numero dei potenziali abusi. Preti e religiosi che vivono relazioni clandestine non sarebbero in grado di denunciare gli abusi perpetrati da loro colleghi.
Nessuno di questi punti intacca i dogmi della dottrina cattolica. Tuttavia, se accolti, indurrebbero i responsabili ad un ritorno alla coerenza evangelica e i colpevoli offrirebbero una giusta riparazione dei loro misfatti, predisponendosi a ricevere la misericordia di Dio.
A parte un miracolo, non credo che quanto auspicato avverrà nel prossimo futuro. Queste proposte, che sarebbero "veri frutti di conversione" (Matteo 3,8), non sono ben accette. Padre Cantalamessa preferisce suggerire pie e devote penitenze, che lasciano il tempo che trovano. Però, il monito del Battista ai farisei potrebbe essere utile per la gerarchia e i suoi difensori: "Già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco" (Matteo 3,10).
CONCLUSIONE
Qualcosa di buono c'è nella proposta di p. Cantalamessa: i giusti possono e devono offrire preghiere e digiuni riparatori, che aiuteranno i colpevoli a ravvedersi. La Chiesa è il corpo mistico di Cristo e, come i malvagi violano tutto il corpo, preghiere e penitenze lo salveranno tutto intero. Inoltre i giusti possono fare molto di più:
1. Offrire tempo, capacità, denaro ai gruppi che sostengono le vittime;
2. Se i difensori della gerarchia minimizzano il delitto non si deve alimentare questa subdola propaganda;
3. Quando la vittima accusa un prete, non si deve presumere che stia mentendo. E'meglio lasciare alle autorità giudiziarie il compito di indagare;
4. Se tutto ciò che riguarda gli abusi sessuali diventa di pubblica ragione e i responsabili vengono rimossi dal ministero, ci saranno conseguenze positive anche per i laici.
Come i colpevoli dovrebbero accettare la pena, così i giusti dovrebbero accettare la penuria di risorse e di preti, la chiusura di seminari e scuole, per soddisfare le esigenze della giustizia. Questi sono gli inevitabili frutti e i risultati della corruzione fuori controllo dei prelati, dei preti e dei religiosi del nostro tempo.
(libera traduzione e riduzione a cura di Fausto Marinetti)
Mercoledì, 03 gennaio 2007
http://www.fisicamente.net/SCI_FED/index-1380.htm